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Psicologo
canino |
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LABRADOR
Occhio ai bambini |
| Quando
nella famiglia sono presenti bambini
l'inserimento del cane richiede
più attenzione.Tanto Più
sono piccoli i bambini tanto maggiore
sarà il lavoro educativo
dei genitori sia nei confronti
dei figli che del cane. Il cucciolo
cresce rapidamente e dal peso
iniziale, a due mesi, di circa
8/10 chilogrammi nel giro di sei
mesi raggiunge l'altezza definitiva
e il |
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peso di 28/35 chili. I bambini crescono
molto attentamente. Il labrador tende
a giocare con i suoi simili in maniera
piuttosto violenta usando, come tutti
i cani, la zampe, i denti e tutto il
suo corpo. Quindi con il cane "non
si gioca". Sarà compito
dei genitori individuare una serie di
attività che seppur a sfondo
ludico tendano a mantenere il ruolo
del cane come gregario anche nei confronti
dei bambini. E' fuori di dubbio che
non si possa pretendere che i bambini
abbiano verso il cane delle serie consapevoli
attenzioni prima di 5/6 anni di età,
ma si potrebbe dare loro piccoli compiti
come:
- offrire al cucciolo la pappa;
- eseguire la condotta al guinzaglio
in luogo tranquillo con l'aiuto degli
adulti;
- fare un po' di gioco con la pallina
o il riporto
Si inviteranno i bambini a osservare
il cucciolo mentre esplora l'ambiente
circostante cogliendone gli aspetti
più significativi e divertenti,
si insegnerà loro a rispettare
il suo sonno e a usare con lui toni
di voce e atteggiamenti misurati. Iniziando
con il cane un corso di educazione di
base si richiederà ai giovani
di casa di usare, nelle varie circostanze,
gli stessi toni e comandi suggeriti
dall'addestratore. Sarà comunque
interessante rendere partecipi anche
i bambini al corso di educazione in
modo che, man mano che il cane impara
alcuni esercizi, li esegua anche con
loro. |
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Un
altro ambito in cui il labrador
può creare difficoltà
al proprietario è nel contatto
con l'ambiente sociale esterno
alla famiglia; il giocherellone
e fiducioso cucciolo per la sua
bellezza attrae i complimenti
di tutti gli amici e tutti i passanti
che lo incrociano. Man mano che
cresce essoquindi diventa sempre
più convinto che il prossimo
sia felice di essere festeggiato.
A due mesi salterà a livello
delle ginocchia, ad un anno "bacerà
in fronte" chiunque con conseguenze
disastrose, non dimentichiamo
inoltre |
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che
l'80% delle persone non ama affatto
i cani o, addirittura li teme, quindi
un energumeno di 40 chili che fa loro
festa determinerà timore e rimostranze,
senza dimenticare che la sua irruenza
potrà essere pericolosa per gli
anziani e i bambini. Il labrador, inoltre,
tende a lanciarsi in giochi violenti
con gli altri cani rischiando così
indesiderate risse, da cui la necessità
di guidare la sua socializzazione con
la gente e con i suoi simili.
Il proprietario sarà tenuto quindi
a controllare con autorevolezza il suo
animale per contenerne l'esuberanza.
Sarà compito di chi educa un
labrador insistere affinchè le
persone che vogliono complimentarsi
con il suo cane contengano le loro effusioni,
così che il cucciolo possa imparare
che gli umani che lo amano non gradiscono
essere assaliti.
Dobbiamo inoltre anche considerare che
il labrador non è un cane adatto
a tutti: molte turbe caratteriali di
questa razze derivano proprio da un
asbagliata gestione della sua vita.
Mentre alcune razze, ad esempio, sopportano
bene lunghe ore di solitudine, in assenza
del padrone, il labrador va in "stress
da abbandono" facendo danni in
giardino o in casa nell'illusione di
colmare l'assenza dell'uomo. Ecco quindi
che una persona che per impegni di lavoro
debba stare molto tempo fuori casa non
è il padrone ideale per questa
razza. Si può concludere che
una migliore conoscenza della razza,
il buon rapporto di fiducia e di amicizia
con l'allevatore, il sostegno di un
addestratore esperto sono elementi essenziali
per evitare i problemi citati all'inizio
del nostro articolo.
Labrador cane facile?
Sì, basta conoscerlo bene! |
CONSIGLI PRATICI
Piccoli cuccioli crescono |
| Con
la crescita finisce il periodo
dell'allarme bisognino, passando
per una fase di transizione durante
la quale le cose migliorano poco
alla volta. Nel periodo "sempre
più pipì e pupù
fuori casa e sempre meno dentro"
un proprietario di cane cittadino
dovrebbe cominciare a porsi l'interrogativo
su quale sia il posto più
adatto per il "rilascio"
dei diversi materiali organici. |
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Ma nello stesso periodo, se il produttore
dei suddetti materiali è una
"cagna" femmina, ci si rende
conto che si avvicina un altro momento
di crisi, quello del primo calore. Cosa
propongono le industrie del settore
per quest edue diverse esigenze igieniche?
Cominciamo con le varie pupù
disseminate sui marciapiedi mettendoci,
per una volta, nei panni dei passanti.
E' vero che chi non possiede un ca ne
può, anche senza necessariamente
odiare questi animali, non amarli abbastanza.
E' anche vero che potrebbe amarli e
volerne uno, ma per svariati motivi
averci (magari momontaneamente), rinunciato
e quindi la sua intolleranza non può
essere motivata dalla disaffezione.
Certo, finchè non si possiede
un cane, non ci si rende completamente
conto di cosa comporti a tutti i livelli,
anche quello di gestione del bisognino.
Comunque sia, però, i marciapiedi
sporchi non fanno piacere a nessuno,
proprietari di cani inclusi. E alzano
il livello di intolleranza pubblica
nei confronti dei quattro zampe, colpevoli
sì dello sporco, ma non del fatto
di non essere stati abituati ad aspettare
di arrivare nel posto giusto. Manca
il posto giusto in zona, o è
molto distante? |
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Ci
sono altre soluzioni che evitano
ai passanti slalom tra le cacche,
lavaggi di scarpe conseguenti
alla mancata riuscita dello slalom
soprattutto se si deve effettuarlo
con un passeggino (con minimo
quattro ruote e i propri due piedi,
chi lospinge ha quasi la matematica
certezza di non uscire indenne
dalla passeggiata), trasporto
della acca pestata all'interno
del negozio, ufficio o altro dove
si sta andando e via discorrendo.
Certo, si tratta di armarsi dell'attrezzo
giusto e della buona volontà
per usarlo, ma da guadagnarci
cel'abbiamo tutti, il cane per
primo. L'attrezzo in questione
è la cosidetta pinza (o
paletta) ecologica, che tra l'altro
è già obbligatoria
in . |
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| alcune città e addirittura
in alcuni parchi, i cui prati restano
così a disposizione per i giochi
dei bambini o per il relax degli adulti.
Quanto alle pipì, non sono comunque
meno seccanti. E' vero che la paletta
non le raccoglie, ma forse non è
strettamente necessario permettere ad
un maschio di innaffiare tutte le superfici
verticali che incontra. Se è
vero che per istinto lui marca il territorio
in questo modo, è anche vero
che non è impossibile educarlo
ad aspettare di arrivare nel famoso
posto giusto vicino a casa.Basta rendersi
conto che sporcare non è mai
segno di civiltà, per scrollarci
di dosso quel po' di pigrizia che ci
ha impedito finora di farlo. E già
che ci siamo, un accorato appello: visto
che nessuno fa la pipì contro
o |
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sull'auto dei proprietari di cani,
si potrebbe forse evitare anche
il ripetuto "battesimo"
delle ruote delle macchine altrui.
Ringraziando anticipatamente per
la cortese collaborazione, che
va tutta a favore della popolazione
canina, suggeriamo di utilizzare
alcuni repellenti che dissuadono
i cani più restii a rinunciare
a lasciare il maleodorante ricordo
del loro passaggio. |
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Emergenza igienica da non sottovalutare,
ma gestibile in diversi modi, è
il periodo del calore della femmina,
quei 15-20 giorni ogni 6 mesi in cui
la cagna presenta perdite ematiche e
viene "tampinata" da tutti
i maschi del circondario desiderosi
di accoppiarsi.
Se di solito lei è altrettanto
desiderosa solo nell'ultima fase che
dura in media 4 o 5 giorni e si annuncia
con lo schiarirsi delle perdite ematiche,
il proprietario invece non condivide
quasi mai l'idea, dato che la sua realizzazione
è gravida (letteralmente) di
conseguenze.
Ma cos'è il calore? E quando
ci si deve aspettare il primo?
Per avere tutte le informazioni necessarie,
e soprattutto per averle corrette, la
prima cosa da fare è rivolgersi
al veterinario senza vergognarsi perchè
l'argomento può sembrare imbarazzante,
dato che invece è un momento
perfettamente fisiologico della vita
di qualsiasi mammifero. Corrisponde
infatti al raggiungimento della maturità
sessuale e quindi alla capacità
di riprodursi e si verifica dopo 6 mesi
d'età, con variazioni legate
all'individuo e alla razza (le razze
piccole sono più precoci, mentre
le taglie grandi e gignti tendono a
posticipare l'appuntamento anche verso
18 mesi). Col raggiungimento della pubertà,
dietro controllo degli ormoni sessuali,
diventa possibile il concepimento nei
periodi in cui, ciclicamente, l'organismo
si è preparato ad affrontare
la gravidanza. Cicli che, appunto, culminano
col periodo del calore, preannunciato
di qualche giorno dall'ingrossamento
della vulva e caratterizzato dalla comparsa
delle perdite di sangue, di cui quindi
non ci si deve spaventare perchè
non compromettono la salute dell'animale.
Una preoccupazione futile, ma legittimaè,
però, evitare le macchie in casa.
Anche qui, basta utilizzare l'oggetto
giusto, le cinture o mutandine igieniche.
Un altro incoveniente legato al calore
è il fatto che la cagna, in seguito
alla produzione di feromoni, disperde
nell'ambiente odori particolari, non
percepibili dall'uomo, ma captati anche
a parecchia distanza dai cani maschi,
che cercano di arrivare alla fonte.
I codazzi di corteggiatori non sono
facilmente gestibili e, oltretutto,
le loroattenzioni infastidiscono la
cagna se non lo gradisce, la disturbano
nell'operazione dei "bisognini"
e rendono il proprietario preoccupato
che l'approccio vada a buon fine. |
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Soluzione
al problema?
Accorciare le passeggiate, tenere
la cagna il più possibile
al guinzaglio,e utilizzare un
prodotto che aiuti a dissimulare
gli odori "attira-maschio"
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emessi dalla cagna in calore.
Qualche altro consiglio, per esempio
sui prodotti per posticipare il calore?
O su quelli abortivi, da somministrare
dopo un accoppiamento indesiderato?
Trattandosi di specialità farmaceutiche
ancora una volta l'interlocutore più
indicato è il vetrinario, che
può prescriverli e soprattutto,
spiegarne l'uso e il fatto che non sono
privi di inconvenienti.
Se poi non si possiede un soggetto da
riproduzione, o comunque non si ha intenzione
di gestire una gravidanza con conseguente
parto e cucciolata, può essere
consigliabile la sterilizzazione, che
ormai è un intervento di routine
e a basso costo operatorio. E' vero
che si tratta pur sempre di un intervento,
che ha un suo costo e comporta cure
post operatorie (non molto impegnative
però), ma tra i suoi vantaggi
c'è la diminuzione dell'incidenza
di alcuni tipi di tumori e la prevenzione
di altre patologie relativamente frequenti
(come la gravidanza isterica). Vale
la pena di chiedere al proprio veterinario
anche questo. |
Si sta diffondendo
la moderna terapia per mezo degli animali
PET THERAPY, IL CANE FA DA MEDICINA
Renata Fossati pedagogista, allevatore,
consulente e progettista nell'applicazione
dell AAA/T |
Era il1953 quando lo psichiatra americano
Boris Levinson scoprì in maniera
del tutto casuale che la presenza del
suo cane in studio agevolava notevolmente
il rapporto con i suoi piccoli pazienti.
Il cane, infatti con il suo comportamento
affettuoso e gentile era in grado di
distrarli e rilassarli, favorendo il
dialogo e permettendo l'instaurarsi
di un rapporto di reciproca fiducia
tramedico e paziente. Da quel momento
molti studi e ricerche vennero intraprese
per valutare gli effetti benefici che
gli animali suscitavano nelle persone
di tutte le età. A distanza di
mezzo secolo, si può certamente
affermare che la pet therapy ha mantenuto
le premesse originarie dimostrando in
varie sedi, anche a livello scientifico,
la validità dei benefici ottenuti
dall'uomo attraverso la presenza el'interazione
con gli animali. |
Significato del termine
Il termine "PET THERAPY",
coniato da Levinson significa
"terapia per mezzo dell'animale".
Al giorno d'oggi, è stato
ridefinito con un'espressione
più moderna: "Attività
e Terapie Assistite con Animali"
(AAA/T). La distinzione è
necessaria perchè Le Attività
Assistite con Animali (AAA) sono
sempre di origine ludica, ricreativa,
non necessitano di progetti scientifici
ma vengono attuate anche saltuariamente
come forma di intrattenimento.
Mentre le Terapie Assistite con
Animali (TAA) sono sviluppate
attraverso progetti mirati e sostenuti
da protocolli d'azione; possono
essere applicate a gruppi di pazienti
di qualsiasi età o mirate
alla singola persona.
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Dato che l'animale leader nell'applicazione
della pet therapy è il cane,
i Paesi di lingua anglosassone hanno
a loro volta coniato il termine "Therapy
Dog" , ovviamente riferito all'utilizzo
dei cani, proprio per la vastità
degli obiettivi raggiunti con questo
tipo di animale. Per comodità,
nel susseguirsi del testo useremo il
termine pet therapy.
Applicazione pratica
Il metodo d'applicazione della pet therapy
prevede l'utilizzo di alcuni tipi di
animali domestici da presentare o affiancare
all'uomo affinchè questi ne possa
trarre deo benefici. In altre parole,
la presenza, il contatto e l'interazione
che l'uomo sviluppa con gli animali
favorisce l'insorgenza di una vasta
gamma di benefici volti a migliorargli
la qualità della vita.
Nel nostro Paese, attualmente, non esitono
ancora protocolli di legge che regolamentino
l'applicazione della pet therapy. Questo
però non ha impedito a numerosi
Centri e Organizzazioni che operano
in campo sociale e sanitario, sparse
su tutto il territorio nazionale, di
sviluppare importanti progetti che hanno
dato risultatati incoraggianti soprattutto
nel campo dell'handicap. Data l'enorme
diffusione della pet therapy sia negli
Usa che in molti Paesi Europei, sono
stati presi come esempio i loro protocolli
e le loro strategie d'intervento.
Impiego e tutela degli animali (pets)
Oltre ai cani, vengono impiegati gatti,
piccoli roditori, uccelli da voliera,
cavalli, delfini, caprette, animali
da cortile. Tutti gli animali che operano
in questo settore devono lavorare in
perfette condizioni igienico-sanitarie,
muniti di certificato di buona salute
rilasciato da un veterinario e rinnovato
ogni trenta giorni. La tutela dei pets
è indispensabile poichè
nonostante l'entusiasmo dimostrato nell'affrontare
il lavoro i cani (come gli altri animali)
subiscono un'azione stressoria, diretta
e indiretta sia dell'ambiente che delle
persone che, se sottovalutata, non tarderà
a dimostrarsi con i cosidetti "segnali
di stress", riconoscibili con leccamenti
ostinati, eccessiva salivazione, continui
sbadigli, opacità del pelo ecc...
E' quindi necessario sottoporli a controlli
veterinari per constatarnel'effettivo
stato di salute ed impiegarli usando
il buon senso.
Le figure professionali coinvolte
Sono numerose e differenti tra di loro.
Medici, psichiatri, psicologi, pedagogisti,
sociologi fisioterapisti, veterinari,
insegnanti, educatori cinofili sono
alcuni esempi significativi. In realtà,
l'applicazione della pet therapy comprende
una vasta gamma di figure professionali
e di volontari che prestano la loro
opera in vari progetti.
Sostanzialmente, l'applicazione della
pet therapy prevede un lavoro di gruppo
dentro il quale ogni figura spende la
propria professionalità in favore
del raggiungimento dell'obiettivo. I
requisiti essenziali per intraprendere
l'applicazione di questa co-terapia
sono costituiti da una buona dose di
sensibilità e disponibilità
nei confronti delle persone e degli
animali. |
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Campi d'applicazione
Si possono dividere in due branche:
sanitario e sociale.
Il primo comprende strutture cliniche/ospedaliere;
istituti di riabilitazione; case
di cura psichiatriche.
Il secondo: scuole di ogni ordine
e grado; comunità di recupero
di vario indirizzo; carceri; residenze
per anziani ecc... |
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I benefici ottenuti
Innumerevoli ricerche di laboratorio
hanno potuto stabilire, senza ombra
di dubbio, che la presenza e l'interazione
con gli animali, i cani in particolare,
apporta notevoli benefici alla salute
dell'uomo sia sul piano fisico che mentale
e relazionale. Per esempio gli studi
di E. Friedman sono noti in tutto il
mondo per aver dimostrato scientificamente
l'abbassamento della pressione sanguigna
in soggetti ipertesi, monitorati mentre
accarezzavano un cane. Molti altri studi
scientifici hanno stabilito una innegabile
correlazione riscontrata tra i benefici
ottenuti dai pazienti osservati possessori
di animali rispetto ai non possessori.
Anche nel campodell'istruzione la pet
therapy trova una vasta gamma di applicazioni.
Nella didattica, relativamente alla
conoscenza del mondo animale attraverso
percorsi storici, geografici e scientifici
alternativi che si sono rivelati altamente
redditizi poichè gli alunni sono
generalmente attratti dalla natura e
dagli animali in genere. Nell'educazione
sociale e umanitaria attraverso percorsi
che mirano a sensibilizzare e responsabilizzare
gli alunni nei confronti degli animali
quali creature viventi sensibili, bisognose
di cure e in grado di dare e ricevere
affetto.
Particolare attenzione riveste l'applicazione
della pet therapy nel campo dell'handicap.
Attualmente esistono compiti ben definiti
che i cani particolarmente preparati
sono chiamati a svolgere, ed esattamente:
i cani sociali, che svolgono un ruolo
di presenza e di interazione con l'uomo
giocando con loro, facendosi spazzolare,
facendo compagnia. Vengono portati in
visita ai pazienti (negli ospedali,
nelle case di riposo ecc...) generalmente,
una volta alla settimana. Sono di proprietà
di volontari o di educatori cinofili;
debbono avere una preparazione di base
(condotta al guinzaglio, seduto, terra,
resta) ma, soprattutto, debbono possedere
un'indole mite e disponibile; la taglia,
il sesso e il tipo di mantello sono
ininfluenzanti.
I cani di servizio, invece, vengono
accuratamente preparati per svolgere
determinate mansioni presso persone
disabili, costretti sulla sedia a rotelle.
Sanno aprire le porte, portare oggetti,
chiamare l'ascensore, fare la spese;
conoscono oltre 50 comandi e il loro
addestramento dura all'incirca unpaio
d'anni. Vengono donati al disabile (come
succede per i cani guida per non vedenti)
il quale oltre che usufruire di un notevole
supporto sociale potrà beneficiare
di un supporto emozionale e psicologico
frutto dell'attaccamento che, inevitabilmente,
si svilupperà nella conduzione
di una vita in comune. Generalmente
si tratta di golden e labrador preferiti
ad altre razze per la loro disponibilità,
remissività e intelligenza; in
buona sostanza, costituiscono una garanzia
di successo e, quindi, di contenimento
dei costi di preparazione rispetto alle
altre razze che, peraltro vengono comunque
usate, anche se in numero inferiore,
compresi dobermane rotweiler.
Il cane utile
L'applicazione della pet therapy ha
permesso di scoprire e osservare alcuni
aspetti del comportamento canino che
hanno evidenziato in maniera inequivocabile
la presenza del cane di un processo
cognitivo complesso, ampiamente dimostrato
da diverse ricerche scientifiche, nonchè
notevoli capacità di relazionarsi
con l'ambiente in maniera del tutto
autonoma. Dimostrando capacità
di analisi, sensibilità nell'azione,
consapevolezza e partecipazione. Il
ruolo dei cani è quindi manifestamente
privilegiato poichè consent eall'uomo
un miglioramento sostanziale e quantificabile
della sua esistenza. Quando un cane
apprend ei compiti che gli vengono richiesti
attraverso un procedimento che rispetti
la sua dignità e gli consenta
di capire ciò che l'uomo desidera
da lui, egli assimila, elabora e rielabora
le informazioni ricevute attraverso
l'uso dei sensi, motivato e sostenuto
dall'attaccamento che lo lega al suo
padrone. L'apprendimento effettuato
attraverso il cosidetto "metodo
dolce" consente al cane non solo
di non dimenticare le informazioni assimilate
ma di rielaborarle in maniera autonoma
qualora se ne creasse l'occasione. In
buona sostanza, il cane attraverso il
gioco impara ad agire serenamente, ad
avere fidcia nel padrone e nell'ambiente
che lo circonda; è quindi in
grado di osservare e di analizzare le
diverse situazioni e di comportarsi
di conseguenza. Queste complessità
sono indispensabili e determinanti nell'impiego
dei cani nell AAA/T poichè le
situazioni nelle quali si opera non
sono totalmente prevedibili nè
generalizzabili. |
Alcune
esperienze
Un paio d'anni fa ho portato a
termine un progetto della durata
di tre mesi presso la Casa di
Riposo di Boario Terme. Con me,
una femmina di samoiedo di cinque
anni, Jaja. Il nostro compito
era quello di intrattenere gli
ospiti, una volta la settimana
per un'ora circa. Tutto era stato
predisposto e potevo avere la
collaborazione delle animatrici,
delle infermiere e di alcuni volontari.
Dopo le prime sedute si era formato
un gruppo stabile di circa venti
persone alle quali se ne aggiungevano
altre, di tanto in tanto. Jaja
si dimostrò subito a suo
agio. Giocava, riportava la pallina
e mostrava ciò che sapeva
fare: seduto, terra,resta.
Gli ospiti, la maggior parte dei
quali sulla sedia a rotelle |
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o con le stampelle, mostrava molto
interesse. L'accarezzavano, facevano
domande e, durante la settimana (mi
riferirono le animatrici) chiedevano
continuamente quando sarebbe ritornata.Molti
ospiti affetti dal morbo di Alzheimer
furono talmente interessati al cane
che si misero a raccontare le storie
della loro giovinezza dove i cani
erano attivi protagonisti come gurdiani
e conduttori di bestiame, ed ogni
volta, il racconto era preciso e coerente
con quello della settimana precedente.
Al termine del progetto, tutto lo
staff si dimostrò entusiasta
dei risultati ottenuti dato che mai
nessun'altra attività svolta
sino a quel tempo aveva suscitato
così tanto interesse e partecipazione
negli ospiti. Da parte mia, oltre
alla gratificazione per la buona riuscita
dell'operato ero particolarmente soddisfatta
per aver potuto osservare il comportamento
della mia femmina nel suo complesso.
Oltre ad essere affettuosa e obbediente
Jaja aveva messo in atto un comportamento
del tutto autonomo. Me ne resi conto
dopo un paio di sedute. Quando arrivavamo
sul posto, gli ospiti erano disposti
in cerchio, all'ombra delle piante.
Jaja giungeva sempre festante; all'apparenza,
leccava e scondizolava a tutti, ma
osservandola attentamente, mi accorsi
che passava in rassegna gli ospiti
uno ad uno e, arrivata davanti ad
un nuovo paziente (che non le era
mai capitato d'incontrare) si metteva
ad annusarlo con metodo e molto impegno;
poi, si soffermava a leccarlo sulle
parti doloranti o vistosamente violacee
della cute.
Lo faceva ogni volta, con lostesso
sistema, sempre con un nuovo venuto
all'interno del gruppo. Sono convinta
fosse un modo per monitorare la situazione,
non un caso. Del resto nessuno glielo
aveva insegnato.
Conclusioni
L'impiego dei cani ha fornito all'uomo
tutta una serie di supporti a partire
da epoche molto remote. Attraverso
l'addestramento l'uomo è riuscito
ad affinare l'utilizzo dei cani per
fargli compierere azioni sempre più
delicate e rischiose.
Attraverso lo studio del comportamento
canino molti ricercatori sono giunti
alla conclusione che il cane possieda
un processo cognitivo complesso e
raffinato, molto simile a quello dell'uomo
ma privo del linguaggio e diversificato
per le differenti qualità dei
sensi messi in azione.
L'applicazione della pet therapy permette
comodamente di osservare queste capacità
cognitive espresse principalmete attraverso
l'assimilazione, elaborazione e rielaborazione
delle nozioni apprese e nella possibilità
di assumere in proprio iniziative
atte ad esprimere un senso di cura,
di affetto e di partecipazione nei
confronti dell'uomo.
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