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Psicologo canino
Labrador Consigli pratici Pet therapy
     
 

LABRADOR
Occhio ai bambini
Quando nella famiglia sono presenti bambini l'inserimento del cane richiede più attenzione.Tanto Più sono piccoli i bambini tanto maggiore sarà il lavoro educativo dei genitori sia nei confronti dei figli che del cane. Il cucciolo cresce rapidamente e dal peso iniziale, a due mesi, di circa 8/10 chilogrammi nel giro di sei mesi raggiunge l'altezza definitiva e il
peso di 28/35 chili. I bambini crescono molto attentamente. Il labrador tende a giocare con i suoi simili in maniera piuttosto violenta usando, come tutti i cani, la zampe, i denti e tutto il suo corpo. Quindi con il cane "non si gioca". Sarà compito dei genitori individuare una serie di attività che seppur a sfondo ludico tendano a mantenere il ruolo del cane come gregario anche nei confronti dei bambini. E' fuori di dubbio che non si possa pretendere che i bambini abbiano verso il cane delle serie consapevoli attenzioni prima di 5/6 anni di età, ma si potrebbe dare loro piccoli compiti come:
- offrire al cucciolo la pappa;
- eseguire la condotta al guinzaglio in luogo tranquillo con l'aiuto degli adulti;
- fare un po' di gioco con la pallina o il riporto
Si inviteranno i bambini a osservare il cucciolo mentre esplora l'ambiente circostante cogliendone gli aspetti più significativi e divertenti, si insegnerà loro a rispettare il suo sonno e a usare con lui toni di voce e atteggiamenti misurati. Iniziando con il cane un corso di educazione di base si richiederà ai giovani di casa di usare, nelle varie circostanze, gli stessi toni e comandi suggeriti dall'addestratore. Sarà comunque interessante rendere partecipi anche i bambini al corso di educazione in modo che, man mano che il cane impara alcuni esercizi, li esegua anche con loro.
Un altro ambito in cui il labrador può creare difficoltà al proprietario è nel contatto con l'ambiente sociale esterno alla famiglia; il giocherellone e fiducioso cucciolo per la sua bellezza attrae i complimenti di tutti gli amici e tutti i passanti che lo incrociano. Man mano che cresce essoquindi diventa sempre più convinto che il prossimo sia felice di essere festeggiato. A due mesi salterà a livello delle ginocchia, ad un anno "bacerà in fronte" chiunque con conseguenze disastrose, non dimentichiamo inoltre
che l'80% delle persone non ama affatto i cani o, addirittura li teme, quindi un energumeno di 40 chili che fa loro festa determinerà timore e rimostranze, senza dimenticare che la sua irruenza potrà essere pericolosa per gli anziani e i bambini. Il labrador, inoltre, tende a lanciarsi in giochi violenti con gli altri cani rischiando così indesiderate risse, da cui la necessità di guidare la sua socializzazione con la gente e con i suoi simili.
Il proprietario sarà tenuto quindi a controllare con autorevolezza il suo animale per contenerne l'esuberanza. Sarà compito di chi educa un labrador insistere affinchè le persone che vogliono complimentarsi con il suo cane contengano le loro effusioni, così che il cucciolo possa imparare che gli umani che lo amano non gradiscono essere assaliti.
Dobbiamo inoltre anche considerare che il labrador non è un cane adatto a tutti: molte turbe caratteriali di questa razze derivano proprio da un asbagliata gestione della sua vita. Mentre alcune razze, ad esempio, sopportano bene lunghe ore di solitudine, in assenza del padrone, il labrador va in "stress da abbandono" facendo danni in giardino o in casa nell'illusione di colmare l'assenza dell'uomo. Ecco quindi che una persona che per impegni di lavoro debba stare molto tempo fuori casa non è il padrone ideale per questa razza. Si può concludere che una migliore conoscenza della razza, il buon rapporto di fiducia e di amicizia con l'allevatore, il sostegno di un addestratore esperto sono elementi essenziali per evitare i problemi citati all'inizio del nostro articolo.
Labrador cane facile?
Sì, basta conoscerlo bene!

CONSIGLI PRATICI
Piccoli cuccioli crescono
Con la crescita finisce il periodo dell'allarme bisognino, passando per una fase di transizione durante la quale le cose migliorano poco alla volta. Nel periodo "sempre più pipì e pupù fuori casa e sempre meno dentro" un proprietario di cane cittadino dovrebbe cominciare a porsi l'interrogativo su quale sia il posto più adatto per il "rilascio" dei diversi materiali organici.
Ma nello stesso periodo, se il produttore dei suddetti materiali è una "cagna" femmina, ci si rende conto che si avvicina un altro momento di crisi, quello del primo calore. Cosa propongono le industrie del settore per quest edue diverse esigenze igieniche?
Cominciamo con le varie pupù disseminate sui marciapiedi mettendoci, per una volta, nei panni dei passanti. E' vero che chi non possiede un ca ne può, anche senza necessariamente odiare questi animali, non amarli abbastanza. E' anche vero che potrebbe amarli e volerne uno, ma per svariati motivi averci (magari momontaneamente), rinunciato e quindi la sua intolleranza non può essere motivata dalla disaffezione. Certo, finchè non si possiede un cane, non ci si rende completamente conto di cosa comporti a tutti i livelli, anche quello di gestione del bisognino. Comunque sia, però, i marciapiedi sporchi non fanno piacere a nessuno, proprietari di cani inclusi. E alzano il livello di intolleranza pubblica nei confronti dei quattro zampe, colpevoli sì dello sporco, ma non del fatto di non essere stati abituati ad aspettare di arrivare nel posto giusto. Manca il posto giusto in zona, o è molto distante?
Ci sono altre soluzioni che evitano ai passanti slalom tra le cacche, lavaggi di scarpe conseguenti alla mancata riuscita dello slalom soprattutto se si deve effettuarlo con un passeggino (con minimo quattro ruote e i propri due piedi, chi lospinge ha quasi la matematica certezza di non uscire indenne dalla passeggiata), trasporto della acca pestata all'interno del negozio, ufficio o altro dove si sta andando e via discorrendo. Certo, si tratta di armarsi dell'attrezzo giusto e della buona volontà per usarlo, ma da guadagnarci cel'abbiamo tutti, il cane per primo. L'attrezzo in questione è la cosidetta pinza (o paletta) ecologica, che tra l'altro è già obbligatoria in .
alcune città e addirittura in alcuni parchi, i cui prati restano così a disposizione per i giochi dei bambini o per il relax degli adulti. Quanto alle pipì, non sono comunque meno seccanti. E' vero che la paletta non le raccoglie, ma forse non è strettamente necessario permettere ad un maschio di innaffiare tutte le superfici verticali che incontra. Se è vero che per istinto lui marca il territorio in questo modo, è anche vero che non è impossibile educarlo ad aspettare di arrivare nel famoso posto giusto vicino a casa.Basta rendersi conto che sporcare non è mai segno di civiltà, per scrollarci di dosso quel po' di pigrizia che ci ha impedito finora di farlo. E già che ci siamo, un accorato appello: visto che nessuno fa la pipì contro o
sull'auto dei proprietari di cani, si potrebbe forse evitare anche il ripetuto "battesimo" delle ruote delle macchine altrui. Ringraziando anticipatamente per la cortese collaborazione, che va tutta a favore della popolazione canina, suggeriamo di utilizzare alcuni repellenti che dissuadono i cani più restii a rinunciare a lasciare il maleodorante ricordo del loro passaggio.
Emergenza igienica da non sottovalutare, ma gestibile in diversi modi, è il periodo del calore della femmina, quei 15-20 giorni ogni 6 mesi in cui la cagna presenta perdite ematiche e viene "tampinata" da tutti i maschi del circondario desiderosi di accoppiarsi.
Se di solito lei è altrettanto desiderosa solo nell'ultima fase che dura in media 4 o 5 giorni e si annuncia con lo schiarirsi delle perdite ematiche, il proprietario invece non condivide quasi mai l'idea, dato che la sua realizzazione è gravida (letteralmente) di conseguenze.
Ma cos'è il calore? E quando ci si deve aspettare il primo?
Per avere tutte le informazioni necessarie, e soprattutto per averle corrette, la prima cosa da fare è rivolgersi al veterinario senza vergognarsi perchè l'argomento può sembrare imbarazzante, dato che invece è un momento perfettamente fisiologico della vita di qualsiasi mammifero. Corrisponde infatti al raggiungimento della maturità sessuale e quindi alla capacità di riprodursi e si verifica dopo 6 mesi d'età, con variazioni legate all'individuo e alla razza (le razze piccole sono più precoci, mentre le taglie grandi e gignti tendono a posticipare l'appuntamento anche verso 18 mesi). Col raggiungimento della pubertà, dietro controllo degli ormoni sessuali, diventa possibile il concepimento nei periodi in cui, ciclicamente, l'organismo si è preparato ad affrontare la gravidanza. Cicli che, appunto, culminano col periodo del calore, preannunciato di qualche giorno dall'ingrossamento della vulva e caratterizzato dalla comparsa delle perdite di sangue, di cui quindi non ci si deve spaventare perchè non compromettono la salute dell'animale. Una preoccupazione futile, ma legittimaè, però, evitare le macchie in casa. Anche qui, basta utilizzare l'oggetto giusto, le cinture o mutandine igieniche.
Un altro incoveniente legato al calore è il fatto che la cagna, in seguito alla produzione di feromoni, disperde nell'ambiente odori particolari, non percepibili dall'uomo, ma captati anche a parecchia distanza dai cani maschi, che cercano di arrivare alla fonte. I codazzi di corteggiatori non sono facilmente gestibili e, oltretutto, le loroattenzioni infastidiscono la cagna se non lo gradisce, la disturbano nell'operazione dei "bisognini" e rendono il proprietario preoccupato che l'approccio vada a buon fine.
Soluzione al problema?
Accorciare le passeggiate, tenere la cagna il più possibile al guinzaglio,e utilizzare un prodotto che aiuti a dissimulare gli odori "attira-maschio"
emessi dalla cagna in calore.
Qualche altro consiglio, per esempio sui prodotti per posticipare il calore?
O su quelli abortivi, da somministrare dopo un accoppiamento indesiderato?
Trattandosi di specialità farmaceutiche ancora una volta l'interlocutore più indicato è il vetrinario, che può prescriverli e soprattutto, spiegarne l'uso e il fatto che non sono privi di inconvenienti.
Se poi non si possiede un soggetto da riproduzione, o comunque non si ha intenzione di gestire una gravidanza con conseguente parto e cucciolata, può essere consigliabile la sterilizzazione, che ormai è un intervento di routine e a basso costo operatorio. E' vero che si tratta pur sempre di un intervento, che ha un suo costo e comporta cure post operatorie (non molto impegnative però), ma tra i suoi vantaggi c'è la diminuzione dell'incidenza di alcuni tipi di tumori e la prevenzione di altre patologie relativamente frequenti (come la gravidanza isterica). Vale la pena di chiedere al proprio veterinario anche questo.

Si sta diffondendo la moderna terapia per mezo degli animali
PET THERAPY, IL CANE FA DA MEDICINA


Renata Fossati pedagogista, allevatore, consulente e progettista nell'applicazione dell AAA/T

Era il1953 quando lo psichiatra americano Boris Levinson scoprì in maniera del tutto casuale che la presenza del suo cane in studio agevolava notevolmente il rapporto con i suoi piccoli pazienti. Il cane, infatti con il suo comportamento affettuoso e gentile era in grado di distrarli e rilassarli, favorendo il dialogo e permettendo l'instaurarsi di un rapporto di reciproca fiducia tramedico e paziente. Da quel momento molti studi e ricerche vennero intraprese per valutare gli effetti benefici che gli animali suscitavano nelle persone di tutte le età. A distanza di mezzo secolo, si può certamente affermare che la pet therapy ha mantenuto le premesse originarie dimostrando in varie sedi, anche a livello scientifico, la validità dei benefici ottenuti dall'uomo attraverso la presenza el'interazione con gli animali.

Significato del termine

Il termine "PET THERAPY", coniato da Levinson significa "terapia per mezzo dell'animale". Al giorno d'oggi, è stato ridefinito con un'espressione più moderna: "Attività e Terapie Assistite con Animali" (AAA/T). La distinzione è necessaria perchè Le Attività Assistite con Animali (AAA) sono sempre di origine ludica, ricreativa, non necessitano di progetti scientifici ma vengono attuate anche saltuariamente come forma di intrattenimento. Mentre le Terapie Assistite con Animali (TAA) sono sviluppate attraverso progetti mirati e sostenuti da protocolli d'azione; possono essere applicate a gruppi di pazienti di qualsiasi età o mirate alla singola persona.


Dato che l'animale leader nell'applicazione della pet therapy è il cane, i Paesi di lingua anglosassone hanno a loro volta coniato il termine "Therapy Dog" , ovviamente riferito all'utilizzo dei cani, proprio per la vastità degli obiettivi raggiunti con questo tipo di animale. Per comodità, nel susseguirsi del testo useremo il termine pet therapy.

Applicazione pratica
Il metodo d'applicazione della pet therapy prevede l'utilizzo di alcuni tipi di animali domestici da presentare o affiancare all'uomo affinchè questi ne possa trarre deo benefici. In altre parole, la presenza, il contatto e l'interazione che l'uomo sviluppa con gli animali favorisce l'insorgenza di una vasta gamma di benefici volti a migliorargli la qualità della vita.
Nel nostro Paese, attualmente, non esitono ancora protocolli di legge che regolamentino l'applicazione della pet therapy. Questo però non ha impedito a numerosi Centri e Organizzazioni che operano in campo sociale e sanitario, sparse su tutto il territorio nazionale, di sviluppare importanti progetti che hanno dato risultatati incoraggianti soprattutto nel campo dell'handicap. Data l'enorme diffusione della pet therapy sia negli Usa che in molti Paesi Europei, sono stati presi come esempio i loro protocolli e le loro strategie d'intervento.

Impiego e tutela degli animali (pets)
Oltre ai cani, vengono impiegati gatti, piccoli roditori, uccelli da voliera, cavalli, delfini, caprette, animali da cortile. Tutti gli animali che operano in questo settore devono lavorare in perfette condizioni igienico-sanitarie, muniti di certificato di buona salute rilasciato da un veterinario e rinnovato ogni trenta giorni. La tutela dei pets è indispensabile poichè nonostante l'entusiasmo dimostrato nell'affrontare il lavoro i cani (come gli altri animali) subiscono un'azione stressoria, diretta e indiretta sia dell'ambiente che delle persone che, se sottovalutata, non tarderà a dimostrarsi con i cosidetti "segnali di stress", riconoscibili con leccamenti ostinati, eccessiva salivazione, continui sbadigli, opacità del pelo ecc... E' quindi necessario sottoporli a controlli veterinari per constatarnel'effettivo stato di salute ed impiegarli usando il buon senso.

Le figure professionali coinvolte
Sono numerose e differenti tra di loro. Medici, psichiatri, psicologi, pedagogisti, sociologi fisioterapisti, veterinari, insegnanti, educatori cinofili sono alcuni esempi significativi. In realtà, l'applicazione della pet therapy comprende una vasta gamma di figure professionali e di volontari che prestano la loro opera in vari progetti.
Sostanzialmente, l'applicazione della pet therapy prevede un lavoro di gruppo dentro il quale ogni figura spende la propria professionalità in favore del raggiungimento dell'obiettivo. I requisiti essenziali per intraprendere l'applicazione di questa co-terapia sono costituiti da una buona dose di sensibilità e disponibilità nei confronti delle persone e degli animali.


Campi d'applicazione

Si possono dividere in due branche: sanitario e sociale.
Il primo comprende strutture cliniche/ospedaliere; istituti di riabilitazione; case di cura psichiatriche.
Il secondo: scuole di ogni ordine e grado; comunità di recupero di vario indirizzo; carceri; residenze per anziani ecc...
I benefici ottenuti
Innumerevoli ricerche di laboratorio hanno potuto stabilire, senza ombra di dubbio, che la presenza e l'interazione con gli animali, i cani in particolare, apporta notevoli benefici alla salute dell'uomo sia sul piano fisico che mentale e relazionale. Per esempio gli studi di E. Friedman sono noti in tutto il mondo per aver dimostrato scientificamente l'abbassamento della pressione sanguigna in soggetti ipertesi, monitorati mentre accarezzavano un cane. Molti altri studi scientifici hanno stabilito una innegabile correlazione riscontrata tra i benefici ottenuti dai pazienti osservati possessori di animali rispetto ai non possessori.
Anche nel campodell'istruzione la pet therapy trova una vasta gamma di applicazioni. Nella didattica, relativamente alla conoscenza del mondo animale attraverso percorsi storici, geografici e scientifici alternativi che si sono rivelati altamente redditizi poichè gli alunni sono generalmente attratti dalla natura e dagli animali in genere. Nell'educazione sociale e umanitaria attraverso percorsi che mirano a sensibilizzare e responsabilizzare gli alunni nei confronti degli animali quali creature viventi sensibili, bisognose di cure e in grado di dare e ricevere affetto.
Particolare attenzione riveste l'applicazione della pet therapy nel campo dell'handicap. Attualmente esistono compiti ben definiti che i cani particolarmente preparati sono chiamati a svolgere, ed esattamente: i cani sociali, che svolgono un ruolo di presenza e di interazione con l'uomo giocando con loro, facendosi spazzolare, facendo compagnia. Vengono portati in visita ai pazienti (negli ospedali, nelle case di riposo ecc...) generalmente, una volta alla settimana. Sono di proprietà di volontari o di educatori cinofili; debbono avere una preparazione di base (condotta al guinzaglio, seduto, terra, resta) ma, soprattutto, debbono possedere un'indole mite e disponibile; la taglia, il sesso e il tipo di mantello sono ininfluenzanti.
I cani di servizio, invece, vengono accuratamente preparati per svolgere determinate mansioni presso persone disabili, costretti sulla sedia a rotelle. Sanno aprire le porte, portare oggetti, chiamare l'ascensore, fare la spese; conoscono oltre 50 comandi e il loro addestramento dura all'incirca unpaio d'anni. Vengono donati al disabile (come succede per i cani guida per non vedenti) il quale oltre che usufruire di un notevole supporto sociale potrà beneficiare di un supporto emozionale e psicologico frutto dell'attaccamento che, inevitabilmente, si svilupperà nella conduzione di una vita in comune. Generalmente si tratta di golden e labrador preferiti ad altre razze per la loro disponibilità, remissività e intelligenza; in buona sostanza, costituiscono una garanzia di successo e, quindi, di contenimento dei costi di preparazione rispetto alle altre razze che, peraltro vengono comunque usate, anche se in numero inferiore, compresi dobermane rotweiler.

Il cane utile
L'applicazione della pet therapy ha permesso di scoprire e osservare alcuni aspetti del comportamento canino che hanno evidenziato in maniera inequivocabile la presenza del cane di un processo cognitivo complesso, ampiamente dimostrato da diverse ricerche scientifiche, nonchè notevoli capacità di relazionarsi con l'ambiente in maniera del tutto autonoma. Dimostrando capacità di analisi, sensibilità nell'azione, consapevolezza e partecipazione. Il ruolo dei cani è quindi manifestamente privilegiato poichè consent eall'uomo un miglioramento sostanziale e quantificabile della sua esistenza. Quando un cane apprend ei compiti che gli vengono richiesti attraverso un procedimento che rispetti la sua dignità e gli consenta di capire ciò che l'uomo desidera da lui, egli assimila, elabora e rielabora le informazioni ricevute attraverso l'uso dei sensi, motivato e sostenuto dall'attaccamento che lo lega al suo padrone. L'apprendimento effettuato attraverso il cosidetto "metodo dolce" consente al cane non solo di non dimenticare le informazioni assimilate ma di rielaborarle in maniera autonoma qualora se ne creasse l'occasione. In buona sostanza, il cane attraverso il gioco impara ad agire serenamente, ad avere fidcia nel padrone e nell'ambiente che lo circonda; è quindi in grado di osservare e di analizzare le diverse situazioni e di comportarsi di conseguenza. Queste complessità sono indispensabili e determinanti nell'impiego dei cani nell AAA/T poichè le situazioni nelle quali si opera non sono totalmente prevedibili nè generalizzabili.

Alcune esperienze
Un paio d'anni fa ho portato a termine un progetto della durata di tre mesi presso la Casa di Riposo di Boario Terme. Con me, una femmina di samoiedo di cinque anni, Jaja. Il nostro compito era quello di intrattenere gli ospiti, una volta la settimana per un'ora circa. Tutto era stato predisposto e potevo avere la collaborazione delle animatrici, delle infermiere e di alcuni volontari. Dopo le prime sedute si era formato un gruppo stabile di circa venti persone alle quali se ne aggiungevano altre, di tanto in tanto. Jaja si dimostrò subito a suo agio. Giocava, riportava la pallina e mostrava ciò che sapeva fare: seduto, terra,resta.
Gli ospiti, la maggior parte dei quali sulla sedia a rotelle

o con le stampelle, mostrava molto interesse. L'accarezzavano, facevano domande e, durante la settimana (mi riferirono le animatrici) chiedevano continuamente quando sarebbe ritornata.Molti ospiti affetti dal morbo di Alzheimer furono talmente interessati al cane che si misero a raccontare le storie della loro giovinezza dove i cani erano attivi protagonisti come gurdiani e conduttori di bestiame, ed ogni volta, il racconto era preciso e coerente con quello della settimana precedente. Al termine del progetto, tutto lo staff si dimostrò entusiasta dei risultati ottenuti dato che mai nessun'altra attività svolta sino a quel tempo aveva suscitato così tanto interesse e partecipazione negli ospiti. Da parte mia, oltre alla gratificazione per la buona riuscita dell'operato ero particolarmente soddisfatta per aver potuto osservare il comportamento della mia femmina nel suo complesso. Oltre ad essere affettuosa e obbediente Jaja aveva messo in atto un comportamento del tutto autonomo. Me ne resi conto dopo un paio di sedute. Quando arrivavamo sul posto, gli ospiti erano disposti in cerchio, all'ombra delle piante. Jaja giungeva sempre festante; all'apparenza, leccava e scondizolava a tutti, ma osservandola attentamente, mi accorsi che passava in rassegna gli ospiti uno ad uno e, arrivata davanti ad un nuovo paziente (che non le era mai capitato d'incontrare) si metteva ad annusarlo con metodo e molto impegno; poi, si soffermava a leccarlo sulle parti doloranti o vistosamente violacee della cute.
Lo faceva ogni volta, con lostesso sistema, sempre con un nuovo venuto all'interno del gruppo. Sono convinta fosse un modo per monitorare la situazione, non un caso. Del resto nessuno glielo aveva insegnato.

Conclusioni
L'impiego dei cani ha fornito all'uomo tutta una serie di supporti a partire da epoche molto remote. Attraverso l'addestramento l'uomo è riuscito ad affinare l'utilizzo dei cani per fargli compierere azioni sempre più delicate e rischiose.
Attraverso lo studio del comportamento canino molti ricercatori sono giunti alla conclusione che il cane possieda un processo cognitivo complesso e raffinato, molto simile a quello dell'uomo ma privo del linguaggio e diversificato per le differenti qualità dei sensi messi in azione.
L'applicazione della pet therapy permette comodamente di osservare queste capacità cognitive espresse principalmete attraverso l'assimilazione, elaborazione e rielaborazione delle nozioni apprese e nella possibilità di assumere in proprio iniziative atte ad esprimere un senso di cura, di affetto e di partecipazione nei confronti dell'uomo.

 
 
 
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