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Il benessere del vostro cucciolo
L'arrivo di un cucciolo Le discopatie nel cane Preparazione al parto
Educare il cane L'atleta Articolo 6

L'ARRIVO DI UN CUCCIOLO IN CASA

Oltre alla gioia per l'arrivo di un nuovo simpatico ospite nella nostra casa, arrivano anche le responsabilità.
Come fare per accogliere nel modo migliore il nostro cucciolo?
Cosa deve mangiare e quante volte al giorno?
Di quale cure mediche ha bisogno?
Seguendo questi pratici consigli avrete una guida utile per affrontare senza problemi la nuova convivenza.

Una casa a prova di cucciolo
Accogliere un cucciolo in casa comporta un cambiamento significativo delle nostre e delle sue abitudini. Di seguito troverete alcuni consigli per rendere questo momento il meno traumatico possibile.
- La separazione dalla madre e dai fratellini, il viaggio e l'inserimento in un nuovo ambiente sono un'importante fonte di stress per il cucciolo. Durante i primi giorni diamogli la possibilità di adattarsi con tranquillità alla nuova casa, cerchiamo di non opprimerlo con eccessive attenzioni e abituiamolo a stare anche da solo.
- Incoraggiamolo ad alimentarsi. Spesso il nuovo arrivato tende alla disidratazione perchè l'ansia e la paura provocano una mancanza di appetito e di sete.
- Rendiamo la nostra casa sicura per il cucciolo. Teniamo fuori dalla sua portata ogni materiale che può essere pericoloso come piante, prodotti per la pulizia della casa o piccoli oggetti che possono essere ingeriti.
- Evitiamo di lasciarlo vagabondare liberamente incustodito fuori casa. Un recinto lo proteggerà da incontri indesiderati con altri animali, lo terrà lontano dal passaggio di automobili e da altri pericoli.
- Non sottoponiamo il nostro cucciolo a bruschi sbalzi di temperatura. Se vogliamo abituarlo a vivere all'esterno forniamogli un riparo adeguato.

Un'alimentazione corretta

La buona salute comincia dalla buona alimentazione. Chiedete al vostro veterinario quale dieta è più appropriata per il vostro cucciolo.
- Durante la prima settimana di permanenza nella nuova casa forniamo al cane lo stesso tipo di alimento a cui era abituato in precedenza. Successivamente si può modificare la dieta, ma questo passo deve essere effettuato lentamente mischiando il nuovo cibo col vecchio in percentuali sempre maggiori per alcuni giorni in modo che il cucciolo si possa abituare al cambiamento.
- Il cane durante la crescita ha bisogno di una dieta bilanciata. Gli alimenti di buona qualità in commercio (sia secchi che umidi) sono già completi di ogni elemento essenziale equindi non hanno bisogno di essere integrati. Per ogni età del cane esistono delle diete specifiche. Se si sceglie un'alimentazione casalinga sarà il veterinario ad indicare le giuste proporzioni tra i diversi alimenti.
- Il cuccioloha bisogno di almeno tre pasti al giorno. I cani di piccola taglia necessitano anche di più pasti distribuiti in modo regolare durante la giornata. La quantità del cibo va calcolata in base al tipo di crescita del cane che sarà valutata dal veterinario durante successivi controlli. In ogni controllo sarà valutato il peso e la condizione fisica generale ed in base a questi verrà decisa la dose dialimento.
Il primo check-up
Il veterinario sarà al vostro fianco per garantire la buona salute del cucciolo, quindi scegliete attentamente.
- Ogni cucciolo dovrebbe essere visitato entro i primi giorni dell'arrivo in famiglia. Questa prima visita servirà a verificare il buono stato di salute del cucciolo e per constatare l'assenza di malattie congenite. Il primo contatto col veterinario sarà anche un'occasione per conoscervi, per chiarire i primi dubbi e per stabilire un protocollo di vaccinazioni e controlli per il vostro animale.
- Riferite al veterinario ogni eventuale sintomo sospetto come debolezza, tosse, tartufo o occhi sporchi, diarrea o vomito. questo sintomi possono indicare la presenza di una malattia infettiva.
- Informatevi se esiste nelle vicinanze una struttura che effettui servizio di pronto soccorso notturno e festivo; nel caso il vostro animale abbia bisogno di cure urgenti è bene non perdere tempo alla ricerca di un veterinario reperibile.

Il controllo dei parassiti

Tutti i cuccioli hanno bisogno di essere sverminati, anche se la loro madre è stata controllata e se sono cresciuti in un ambiente pulito e ben gestito. Gli ascaridi, i vermi più frequenti nei cuccioli, sono un problema diffuso e sono molto difficili da debellare visto il loro complicato ciclo vitale. Dal momento che questo vermi possono infestare anche le persone, soprattutto i bambini, devono essere assolutamente eliminati dal nostro cucciolo. Anche i parassiti esterni, come pulcie zecche, possono costitutire un problema; quindi è bene seguire i seguenti suggerimenti per evitare i problemi parassitari.
- I cuccioli dovrebbero ricevere un minimo di quattro somministrazioni di vermifugo distanziate di due settimane. Alla fine di questo protocollo è bene verificare, con un esame delle feci, l'effettiva assenza di parassiti.
- Altri parassiti intestinali, come ancylostomi, tricocefali o coccidi, possono causare dei sintomi molto seri, anche fatali, e quindi devono essere immediatamente identificati ed eventualmente debellati.
- La prevenzione della Filariosi, nelle regioni dove questa malattia è presente, deve essere iniziata dopo la sesta settimana di vita. A questa età è consigliato anche procedere allìeliminazione dei parassiti esterni. sarà il veterinario ad indicarvi i prodotti migliori per tale scopo.

Il protocollo vaccinale
Durante la gravidanza e l'allattamento la madre fornisce al cucciolo gli anticorpi che lo proteggeranno nelle prime settimane di vita.
Dopo l'ottava settimana questi anticorpi cominciano a diminuire e il sistema immunitario del cucciolo deve iniziare a produrre l'immunità necessaria per difendersi dalle melattie infettive. Una serie di vaccinazioni regolari fornirà al cane una protezione sufficiente a tenere lontane le più pericolose insidie.
- Solitamente il cuccioo viene vaccinato contro Cimurro, Parvovirosi, Epatite Infettiva e Leptospirosi a partire dalla ottava settimana di vita. I richiami devono essere effettuati ogni 3-4 settimane fino alla 16°-18° settimana. In condizioi di particolare rischio infettivo il veterinario modificherà il protocollo nel modo più adeguato.
- Fate attenzione a dove portare il vostro cucciolo durante i primi sei mesi di vita. Fino a che non è stato completato l'intero protocollo vaccinale esso sarà più sensibile verso pericolose malattie infettive; quindi è bene evitare che venga in contatto con altri cani, soprattutto se non se ne conosce la provenienza.

LE DISCOPATIE NEL CANE

Le malattie del disco intervertebrale, o discopatie, sono patologie di frequente riscontro nel cane.
Come spesso accade in medicina, molte diverse denominazioni sono nate per il medesimo problema, alcune corrette quali: discopatie, ernie discali, estrusioni o protursioni discali.
Altre meno corrette: paralisi del Bassotto, spondilartrosi del Bassotto, colpo della strega, paralisi del Pastore tedesco ecc...
Le discopatie nel cane enell'uomo presentano caratteristiche differenti. La differenza più saliente è la tendenza a manifestarsi nel cane con sintomi più gravi. Nell'uomo, infatti, le discopatie sono frequentemente lombari e i segni clinici per lo più rappresentati da dolore lombare. Nel cane invece le compressioni sono più frequentemente toraco-lombari e al dolore della colonna vertebrale si associano spesso gradi marcati di debolezza fino alla paralisi. .
A livello lombare nell'uomo le discopatie comprimono radici nervose, strutture molto resistenti; a livello toraco-lombare invece le compressioni sono a carico del midollo spinale, una struttura molto delicata e più sensibile agli effetti compressivi prodotti dalle discopatie. I segni clinici associati son spesso molto gravi e le conseguenze possono essere invalidanti.
La maggior incidenza delle patologie discali è tra soggetti giovani, con un picco tra 4-6 anni di età
Cani di ogni razza possono essere colpiti, tuttavia le razze di piccola taglia e in particolare le razze condrodistrofiche hanno un'incidenza di tali patologie notevolmente superiore. Le razze condrodistrofiche, bassotti, pechinesi, Ihasa apso, bulldogue francesi, sono accumunate da una patologia delle cartilagini di accrescimento che è responsabile anche del loro aspetto con arti poco sviluppati rispetto alla lunghezza del tronco.
Nelle razze condrodistrofiche sono colpiti più frequentemente soggetti anche di pochi anni di età, nelle razze di taglia grande sono colpiti più frequentemente soggetti di età più avanzata.

Cenni anatomici e funzionali
Il disco intervertebrale è essenziale per la normale mobilità della colonna vertebrale nell'uomo come nel cane.
Ogni disco intervertebrale è composto da due zone distinte:
- una zona centrale gelatinosa chiamata nucleo polposo
- una parte periferica fibrosa chiamata anello fibroso
Il nucleo polposo contiene proteoglicani,
molecole che trattengono l'acqua e conferiscono alla struttura una consistenza gelatinosa. L'anello fibroso è costituito da fibre di collagene disposte in strati o lamelle attorno al nucleo polposo.
Complessivamente anello polposo e nucleo fibroso costituiscono l'unità funzionale indispensabile alla normale mobilità veretebrale.
Il disco intervertebrale normaleè una struttura molto resistente, in grado di sopportare cariche funzionali notevoli per lungo tempo.
La rottura del disco intervertebrale normale è sempre associata ad un grave trauma, quale un investimento o una caduta da un'altezza notevole. In queste situazioni ,tuttavia, è molto più frequente riscontrare fratture o lussazioni vertebrali che non sono patologie del disco intervertebrale.

Come si sviluppa la patologia

Nella maggior parte dei casi in cui si verifica una discopatia, il proprietario riferisce minimi, se non nulli, traumi domestici quali lo scendere da un divano o salire in macchina. Le discopatie, infatti, sono nella maggior parte dei casi la conseguenza di processi degenerativi del disco stesso.
La degenerazione del disco interveretebrale è una caratteristica dei soggetti più anziani, ed è un normale processo patologico causato dai continui carichi funzionali a cui è esposto. Durante questo processo la composizione chimica del disco, soprattutto del nucleo polposo, cambia, rendendo questa unità funzionale meno efficiente e maggiormente predisposta a lesioni.
A fianco di questa forma di degenerazione "senile" ne esistono due che ci interessano più da vicino in quanto sono la causa delle discopatie nei nostri pazienti.
- La degenerazione discale tipica delle razze condrodistrofiche e di piccola taglia, viene definita " metaplasia condroide" o degenerazione di Hansen del primo tipo. In queste razze la degenerazione del nucleo polposo può incominciare nei primi mesi di vita e completarsi entro il primo anno di vita. Spesso il nucleo polposo può calcificare e apparire radiograficamente più denso.
In questi casi l'efficienza del discoè notevolmente diminuita; il nucleo polposo può erniare attraverso lesioni dell'anello fibroso e comprimere il midollo spinale sovrastante. In questi casi si parla di estrusione discale.
- La degenerazione discale tipica delle razze di taglia grande 8pastore tedesco, dalmata, dobermann, alani), è invece di tipo fibroide e colpisce soggetti meno giovani. viene chiamata anche degenerazione di Hansen del secondo tipo. In questo caso non è il nucleo che si disloca attraverso l'anello fibroso, ma è l'anello stesso che si impessisce comprimendo il midollo spinale sovrastante. In questi casi si parla di protrusione discale.

I sintomi più frequenti
Le sedi più frequenti di lesione sono a livello torace-lombare, cervicale, e lombosacrale (tra l'ultima vertebra e il sacro).
I segni clinici derivano dalla sede della lesione, dalla velocità con cui si instauramla compressione e dalla massa del disco estruso. Casi iniziali e meno gravi dimostreranno solo dolore alla colonna vertebrale. La dolorabilità in sede toraco è manifestata dal paziente con un incurvamento della colonna vertebrale che viene definita cifosi.
Spesso i segni clinici tendono a progredire, anche rapidamente, con alterazioni della deambulazione anche gravi fino alla paresi o alla paralisi.
Il dolore cervicale si accompagna a rigidità nucale e ad un portamento basso della testa, il dolore può essere così intenso da non essere localizzabile. Difficilmente le patologie discali cervicali sono associate a deficit neurologico marcato.
Il dolore in sede lombo-sacrale è invece spesso manifestato come riluttanza al movimento, soprattutto a compiere esercizi in cui viene estesa la colonna vertebrale, come nel salto o salendo in auto. Difficilmente le lesioni in questa sede sono associate a gravi defici neurologici, come accade anche nell'uomo.
Di solito nelle razze di piccola taglia, con degenerazione di Hansen del primo tipo, i sintomi sono più rapidi come insorgenza e spesso più gravi che non nelle razze di taglia maggiore caratterizzate da degenerazione di Hansen del secondo tipo.

La diagnosi
I pazienti con dolore alla colonna o disturbi dell'andatura dovrebbero essere visitati al più presto poichè spesso la prognosi è influenzata dalla precocità del trattamento.
Durante la visita clinica il medico veterinario può sospettare la presenza di una patologia discale, tuttavia i segni clinici sono comuni anche ad altre patologie neurologiche e la differenziazion è possibile unicamente con unricorso alla diagnostica per immagini (radiologia convenzionale, tomografia assiale computerizzata, risonanza magnetica).
L'esame radiografico andrebbe effettuato, ogni qualvolta sia possibile, in sedazione o in anestesia generale. La dolorabilità intensa, spesso manifestata dal cane con uno stato di rigidità nucale e toraco-lombare, provoca, infatti, artefatti radiografici che possono indirizzare verso diagnosi non corrette.
L'esame radiografico può permettere di escludere patologie vertebrali quali trumi, infezioni e tumori, e di sospettare la presenza di una discopatia, ma non consente di valutare la sede e l'entità di una compressione midollare di natura discale.
Un reperto frequente, ma di basso valore diagnostico, è la presenza di dischi calcificati nelle razze di picola taglia o di artrosi nelle razze non condrodistrofiche.
Questi reperti testimoniano la presenza di dischi degenerati, il che non corrisponde necessariamente ad una diagnosi di patologia discale, discopatia, o ernia discale.
In alcuni casi è possibile apprezzare diminuzioni dello spazio intervertebrale o presenza di materiale discale calcificato a livello del punto di uscita del nervo dal canale vertebrale. L'esame di elezione in medicina veterinaria è la mielografia che, ormai, è una procedura di routine in molte strutture veterinarie in Italia. Questo esame consiste nell'introduzione, tramite un ago spinale, di un mezzo di contrasto a livello sub-aracnoideo, uno degli involucri che rivestono il midollo spinale. Il mezzo di contrasto viene quindi visualizzato su una normale radiografia. Per effettuare questo delicato esame è necessario che il cane sia in anestesia generale, quindi il medico veterinario richiederà prima i necessari accertamenti (analisi del sangue, valutazione cardiologica) per ridurre al minimo i rischi legati alla procedura. L'esame mielografico, se eseguito correttamente e con le dovute cautele, non comporta di per sè un incremento del rischio per il paziente, al di fuori del normale rischio anestesiologico. La mielografia è un passo imprescindibile per tutti i pazienti che devono subire un intervento di chirurgia spinale per il trattamento di una patologia discale.
Nel caso in cui la diagnosi mielograficanon sia sufficiente, è possibile ricorrere come supplemento di indagine alla tomografia assiale computerizzata (TAC) anche se attualmente questa indagine è raramente selezionata come unica indagine in corso di patologie spinali.
La risonanza magnetica (RM) è la tecnica di elezione in medicina umana nello sudio di patologiedella colonna vertebrale, tuttavia per motivi anche economici, questa metodica non viene utilizzata se non sporadicamente in medicina veterinaria.

Il trattamento
Le discopatie nel cane son patologie che oggi il Medico veterinario può e sa trattare. Il trattamento varia in funzione di numerosi fattori, tra cui principalmente la gravità dei segni clinici e la durata.
Esistono linee guida che indirizzano il trattamento conservativo (senza chirurgia) o chirurgico.
In generale è consigliabile il trattamento conservativo in pazienti:
- con solo dolorabilità alla colonna vertebrale e deficit minimi
- le cui condizioni (età, stati di malattia associati) sconsigliano di affrontare l'anestesia generale necessaria per la mielografia e per la chirurgia.
La base del trattamento conservativo è il riposo assoluto, da estendere in alcuni casi al riposo in gabbia. Purtroppo alcuni cani sembrano agitarsi maggiormente quando vengono reclusi in spazi angusti, è il buon senso che consiglia da caso a caso la modalità più efficace per limitarne l'attività.
Abitualmente è raccomandabile muovere l'animale solo al guinzaglio, in pochi minuti due tre volte al giorno. Nei cani con dolore cervicaleè bene sostituire il collare con una pettorina.
Se i segni clinici migliorano nelle prime due settimane, è consigliabile protrarre il trattamento per altre due, al termine delle quali la normale
attività del paziente andrà ripresa molto gradualmente. L'uso di antinfiammatori è molto controverso.
E' opinione di molti ricercatori che l'uso di questi farmaci nelle ernie discali dei nostri pazienti sia generalmente controindicata, soprattutto nelle forme che colpiscono i cani di piccola taglia. In questi pazienti è infatti frequente osservare peggioramenti anche gravi in corso di trattamento.
Nei casi di grossa taglia, e nelle discopatie cervicali in genere, purchè associando un riposo assoluto, è possibile utilizzare antinfiammatori, steroidei e non sterodei, pur con limiti e rischi esposti.
La probabilità di successo del trattamento conservativo è maggiore nei cani con dolorabilità toraco-lombare che cervicale. Questi ultimi tendono anche a manifestare più frequentemente recidive.
Il trattamento chirurgico è consigliabile:
- i pazienti che non migliorano con il trattamento conservativo, anche quando è presente unicamente dolore spinale
- i pazienti con medi e gravi deficit neurologici
Pazienti che dimostrano gravi deficit neurologici acuti, qualora vengano trattati entro l'ottava ora dall'insorgenza dei segni clinici, possono trarre beneficio dal trattamento con corticosteroidi, purchè protratti per le 24 ore.
La maggiore probabilità di successo in casi di discopatia con grave deficit neurologico si ottiene comunque con la chirurgia, associata o meno al trattamento con farmaci.
La prognosi è influenzata principalmente dal tempo trascorso dall'insorgenza, dalla gravità della compressione e dalla presenza della sensibilità. La chirurgia, quando necessaria, andrebbe eseguita prima possibile e in assenza di sensibilità dolorifica assolutamente entro le 24 ore dall'insorgenza. La probabilità di successo del trattamento chirurgico varia dal 50 al 94% in funzione della gravità del caso.
Il periodo post operatorio è molto delicato. Fondamentale è mantenere i pazienti su superfici morbide e ben puliti, per evitare piaghe da decubito. Almeno 2-3 volte al giorno sarà necessario eseguire movimenti passivi delle articolazioni e aiutare il paziente nei movimenti, secondo le indicazioi, diverse da caso a caso, del medico curante.
In particolare la minzione andrà aiutata tramite svuotamento manuale o tramite un cateterismo vescicale.
Il periodo di ricovero in clinica è normalmente di pochi giorni, fatte salve eventuali complicanze. Una normale funzionalità motoria viene ristabilita in un tempo variabile dalle 2 alle 8 settimane nella maggior parte dei pazienti.
Alcuni pazienti possono richiedere periodi di fisioterapia anche di molti mesi.
E' possibile che alcuni pazienti per cui la chirurgia sarebbe indicata vengano trattati comunque in modo conservativo per motivi medici o economici. La valutazione finale andrebbe fatta dopo almeno due mesi di fisioterapia, tuttavia alcuni di questi pazienti sono in grado di riguadagnare una funzionalità adeguata, nonostante un trattamento non ideale. Le patologie discali sono purtroppo un'evenienza frequente in medicina veterinaria, ma fortunatamente non più invalidanti quanto lo sono state in passato. La gestione clinica di questi pazienti può essere complessa, tuttavia un trattamento veterinario tempestivo e una stretta collaborazione da parte del proprietario possono portare alla risoluzione del problema in un numero molto elevato di pazienti.

PREPARAZIONE AL PARTO E COMPORTAMENTO DELLA MADRE
FASCINO E TENEREZZA DEI CUCCIOLI

La sala paro deve essere posta in una stanza conosciuta e frequentata dalla futura madre; è consigliabile condurre più volte al giorno il cane nella stanza opportunamente preparata e somministrare dei premi in cibo in modo da ridurre lo stress dovuto all'improvviso cambiamento delle abitudi di vita della futora madre.
E' necessario che la sala parto abbia pareti e fondo facilmente pulibili (ad es. di legno) e che sia in grado di isolare termicamente i cuccioli dal pavimento della stanza; è possibile porre sul fondo delle traversine assorbenti o un panno di morbido cotone in modo che i cuccioli non si feriscano durante gli spostamenti.
La sala parte deve essere inoltre concepita in modo che i cuccioli non possano allontanarsi troppo dalla madre (la termoregolazione dei nascituri è ancora imperfetta tanto che i cuccioli mantengono costante la propria temperatura interna grazie al contatto con la madre) ma deve essere sufficientemente spaziosa in modo che l'allevatore e i membri della famiglia possano entrare e manipolare i cuccioli con facilità; la madre deve, invece, avere la possibilità di interrompere il contatto con i cuccioli (allontanandosi in modo che i cuccioli non possano raggiungerla) quando ne ha voglia; durante i primi giorni dopo il parto il cane trascorrerà molto tempo con i cuccioli mentre a partire già dalla seconda settimana si assenterà spesso accorrendo rapidamente in occasione dei vocalizzi dei cuccioli. Impedire alla madre di allontanarsi dai cuccioli (ad es. quando questi ultimi cominciano a camminare) può provocare una risposta aggressiva da parte della madre stessa a causa dell'insistenza delle provocazioni al gioco effettuate dai cuccioli. Il locale che ospita la cuccciolata deve essere spazioso, adeguamente riscaldato dovranno essere presenti almeno 25°; attenzione alle basse temperature invernali e alle alte temperature estive), luminoso e ricco in stimoli sonori (l'oscurità e il silenzio provocano uno sviluppo non corretto del sistema nervoso dei cuccioli). E' opportuno, in occasione dello svezzamento alimentare (intorno alla quarta-quinta settimana), allestire nella sala parto un'area destinata alla somministrazione del cibo, un'area riservata al riposo e un'area per l'evacuazione delle deiezioni (poichè la madre interrompe l'ingestione delle deiezioni dei cuccioli); quest'ultima zona deve essere separate dalle altre (ad es. un piccolo sbarramento in modo che i cuccioli imparino ad evacuare in un punto preciso...in questo modo l'apprendimento del luogo corretto di evacuazione presso i futuri proprietari sarà facilitato). La sala parto deve essere ampliata quando i cuccioli iniziano ad evacuare spontaneamente e a camminare. E' opportuno lasciare i cuccioli con la madre fino all'età di 60 giorni (momento ottimale per effettuare l'adozione).

La sensibilità tattile dei nascituri
Il feto (dall'età di 45 giorni circa) è in grado di rispondere ad una stimolazione tattile. La palpazione dell'utero gravido provoca un movimento di rotazione o la suzione del cordone ombelicale da parte del feto. Questi movimenti tendono ad attenuarsi grazie a palpazioni ripetute delle corna uterine della madre. Massaggiare delicatamente l'addome della madre gravida a partire dal trentesimo giorno di gravidanza migliorerà la sensibilità tattile dei nascituri (i cuccioli saranno più "disponibili" alle carezze dei proprietari).
Inoltre, in occasione di un'emozione da parte della madre (paura ad esempio di una detonazione, cambiamento di ambiente-trasferimento in una stanza sconosciuta, presso persone sconosciute-) il feto presenta un movimento di suzione di un arto anteriore o del cordone ombelicale. Più la risposta emozionale della madre è intensa, più la reazione del feto si prolunga nel tempo. E quindi opportuno cercare di ridurre il più possibile la situazioni che possono generare stress nella femmina gravida in modo da migliorare la gestione delle emozioni dei nascituri (i cuccioli saranno più "equilibrati").
A partire dalla nascita è necessario accarezzare e sollevare più volte al giorno i cuccioli durante i periodi di veglia (è opportuno non svegliare i cuccioli durante il sonno poichè in questo periodo viene secreto l'ormone della crescita). A partire dal momento in cui i cuccioli iniziano a camminare è opportuno, per effettuare la manipolazione, chiamarli con voce dolce abbassandosi sulle ginocchia e distogliere lo sguardo (per facilitare l'avvicinamento dei più "timidi").

Cos'è il legame di attaccamento

Alla nascita la madre sviluppa un particolare legame nei confronti dei propri cuccioli (il "legame di attaccamento") che favorisce la messa in atto delle cure parentali (allattamento, evacuazione delle deiezioni ecc...)
La separazione dai cuccioli effettuata precocemente (cioè prima dei 60 giorni di età) provoca uno stato di stress di notevole intensità (lamenti, tentativi di distruggere gli ostacoli che impediscono il contatto, disappetenza, apatia).
Per quanto riguarda i cuccioli, invece, qualsiasi femmina (considerata come fonte di calore e nutrimento) può "soddisfare le loro esigenze" fino alla seconda-terza settimana di età. Quando i cuccioli aprono gli occhi (tra il decimo e quindicesimo giorno) iniziano ad "attaccarsi alla propria madre" e la separazione effettuata precocemente da quest'ultima (cioè prima dei 60 giorni di età) provoca un profondo stress con ritardo nella crescita, alterazioni del sonno e disappetenza...la disperazione dei cuccioli può essere ppagata solo dalla propria madre. La madre diventa "un polo rassicurante" attorno al quale i cucciolo inizieranno l'esplorazione del mondo esterno; la possibilità di arrivare a contatto con la madre in occasione di un'emozione negativa (ad es. paura) favorirà la corretta gestione delle emozioni. Inoltre i cuccioli grazie alla presenza della madre memorizzeranno una forma, un odore e delle caratteristiche sonore che permetteranno la corretta "impregnazione" cioè la costruzione dell'immagine di "un cane" che sarà identificato come futuro partner sociale e sessuale.

Le punizioni della madre

Le punizioni vengono effettuate in risposta alle "trasgressioni" delle regole presenti nella nuova "famiglia canina". La madre arriva ringhiando vicino al cucciolo e lo afferra (senza provocare lesioni) aprendo la bocca sulla collottola; alcune volte inserisce in bocca l'intero cranio del cucciolo; in alcune situazioni lo obbliga a rimanere a terra acquattato o a pancia all'aria (riproduzione del comportamento di evacuazione delle deiezioni) trattenendolo con un arto anteriore (senza provocare lesioni).
intorno alle cinque-sei settimane la madre allontana con un ringhio i cuccioli quando cercano di succhiare il latte a causa del dolore provocato dai denti da latte durante la poppata. Il "grido" emesso da alcuni cuccioli e "il rilassamento" effettuati in risposta alla punizione materna significano l'accettazione "dell'autorità della madre" (in seguito il cuccciolo adotterà questi segnali di fronte ad un cane adulto e costituiranno "una postura di sottomissione", cioè uno dei più importanti rituali sociali). E' necessario che la madre rimanga a lungo con i cuccioli in modo da poter mettere in atto la punizione tutte le volte che lo ritiene opportuno; è opportuno osservare la madre ma non intervenire in quanto la punizione è alla base dell'educazione.

Sviluppo comportamentale
L'acquisizione di una "banca dati": durante il periodo di socializzazione (che si estende dalla terza settimana al terzo mese di vita del cucciolo) le cellule nervose del cucciolo si sviluppano tumultuosamente. Si formano molti "collegamenti" chiamati sinapsi che costituiranno il sistema nervoso del cane adulto...ma solo le sinapsi che verranno ripetutamente "attivate" da un'esperienza rimarranno vive.
Dalla terza settimana di età (quando i cuccioli sono in grado di vedere e di udire) è necessario iniziare ad esporli gradatamente (iniziando con l'intensità più bassa) al maggior numero possibile di stimoli (sonori, visivi, tattili): rumori presenti in un'abitazione (telefono, televisione, radio, aspirapolvere, voci, ecc...), rumori presenti nell'ambiente esterno (aereo, elicottero, automobili, motorini), contatti fisici con il maggior numero di persone (bambini, uomini, donne, anzioni, persone di colore...-per un cane un bembino è profondamente differente da un adulto e un uomo da una donna-), altri animali (cani, gatti, uccelli).
E' possibile collocare dei giochi quando l'allevatore è presente (palle, corde appese alle pareti della sala parto, oggetti che suonano quando schiacciati...è necessario scegliere materiali atossici e resistenti); sono invece da evitare giochi di "tira e molla" ra i cuccioli e l'allevatore poichè in questo modo viene perso il controllo dell'intensità del morso.
Le stimolazioni devono essere ripetute quotidianamente e avvenire in situazioni di "tranquillità".
L'ingresso in allevamento di persone estranee potrebbe veicolare virus presenti nell'ambiente (ad es. calpestando feci ed urina deposte per strada da altri cani)...ma anche l'allevatore e la sua famiglia potrebbero svolgere questo ruolo. Per ovviare a questa situazione è opportuno veccinare correttamente la madre, predisporre le calzature (o rivestire queste ultime con calzari in plastica) ed effettuare le disinfezioni regolari dell'ambiente.
Così facendo i cuccioli saranno dotati di una "banca dati" molto ampia e non avranno paura; la specie conosciute saranno considerate "amiche"...non saranno nè temute nè predate (esseri umani compresi).
Per favorire un corretto sviluppo del sistema nervoso dei cuccioli è necessario somministrare un'alimentazione adeguata.
E' opportuno adottare il cucciolo intorno ai 60 giorni di età in modo che possa abituarsi agli stimoli presenti nel nuovo ambiente di vita; un'adozione tardiva (dopo il terzo mese), associata allo sviluppo in un luogo povero di stimoli, può essere alla base di una patologia del comportamento (La Sindrome di Privazione Sensoriale).

Dr. Sabrina Giussani
Medico Veterinario Dirigente S.I.S.C.A.
Gruppo di lavoro FSA

COME EDUCARE CORRETTAMENTE IL PROPRIO CANE
Alla ricerca del feeling.
Gioco, obbedienza, comportamento in casa e con gli altri.
Ecco cosa bisogna sapere.

Oltre il 40% delle famiglie italiane vive con un animale in casa, ma siamo sicuri che in tutte le famiglie siano adottate le giuste norme comportamentali per l'adeguata educazione di nostri amici? La buona comunicazione è fondamentale per instaurare un rapporto soddisfacente con gli animali in genere, ed in particolare con il nostro cane.
Capirlo e farsi capire è indispensabile per ottenere il massimo di ciò che lui ci può dare. Le modalità d'espressione utilizzate per raggiungere un'intesa, sono simili sia nel cane che nell'uomo: la posizione del corpo, il linguaggio, la mimica.
Se è accertato che per esprimere le proprie emozioni il cane utilizza posture ben precise, movimento della coda, posizioni corporee particolari, movimenti delle orecchie, è altrettanto vero che anche l'uomo, a seconda di ciò che vuole comunicare al proprio cane, si atteggia con movimenti particolari aiutato da mimica e suoni vocali. Se si desidera impartire un ordine, una posizione eretta sarà la più idonea in segno di autorità, diversamente l'invito al gioco sarà sollecitato da una posizione accovacciata.
Il gioco è sicuramente il miglior metodo educativo, specialmente se utilizzato fin da cucciolo.
E' attraverso il gioco che apprenderà più facilmente e con maggior entusiasmo ad obbedire al proprietario. Un chiaro esempio di feeling tra cane e padrona si riscontra nell'agility dog, forse lo sport che più esprime la festosa intesa tra uomo e cane, non solo limitata ad una passiva obbedienza ma vivacizzata da una espressa giocosità. Fin da piccolo è importante che il cane prenda coscienza di tutto ciò che sta intorno a lui. E' necessario abituarlo a tutte le situazioni, perchè solo così, in qualsiasi ambiente si trovi, anche da adulto si troverà a suo agio, senza insicurezze o diffidenze ingiustificate che potrebbero persino accrescere il suo disagio fino a degenerare nell'aggressività. E' cosa nota che spesso i cani timidi o impauriti manifestino queste loro tendenze caratteriali con atteggiamenti autodifensivi.
Le basi per una corretta educazione sono date dalla famiglia in cui il cucciolo vive.
E' d'obbligo l'uniformità di comportamento tra i componenti del nucleo famigliare di cui fa parte; un errato metodo educativo potrà compromettere la formazione psicologica dell'animale. Ogni cane è un individuo a sè stante, con personalità propria e caratteristiche comportamentali ben definite, crescendo comunque manifesterà sempre più le tendenze della propria razza, che non devono assolutamente essere represse, sarebbe come voler modificare uno degli elementi fondamentali che caratterizzano una razza.
Da un Samoiedo, non si può e non si deve pretendere un comportamento da cane da guardia o da difesa e non bisogna sollecitarlo in tal senso, sarebbe una dannosa forzatura, come al comtrario da Doberman, Rotwailer, Pastore Tedesco, l'addestramento alla difesa ed alla guardia può servire per migliorare e manifestare opportunamente queste peculiarità delle razze da difesa e utilità.
Così come l'indole fiera, temeraria e tenace dei terier non può essere repressa, altrettanto non si può pretendere da un barboncino un'incursione in tana per stanare una volpe.
Ogni razza ha qualcosa di buono da offrire, cerchiamo di coglierne gli aspetti positivi.
Tendenzialmente l'uomo, spesso deluso dai rapporti con i propri simili, cerca nel cane un rappoto più soddisfacente, questo atteggiamento apparentemente così nobile e coinvolgente, se esasperato, è negativo per entrambi. L'affetto per il proprio cane non potrà sostituire ma solo integrare il rapporto con i nostri simili. Umanizzare troppo il cane non è "sano" prima di tutto per lui, che crescerà viziato, insoddisfatto e in modo non confacente alla propria indole e nemmeno per noi che perdiamo di vista la realtà non rispettando i ruoli di competenza.
Non è riversando ansie ed eccessive attenzioni al nostro amico che miglioreremo il rapporto con lui e lo salvaguarederemo da rischi e pericoli.
Un mixer ben disato di affettto, complicità, cure, senza atteggiamenti esasperati di preoccupazioni e continue angosce, ci faranno vivere con il nostro cane momenti di intesa e divertimento impareggiabili, ci aiuterà a scaricarci dalle tensioni quotidiane e soprattutto ad avere un amico fidato ed equilibrato.

Pierluigi Buratti

L'ATLETA SI METTE IN PROVA
L'importanza dei confronti per individuare i produttori

Il sogno di una notte di mezza estate era per Lui la "raccolta" di notizie, riscontri storici locali e nazionali sui cani, la caccia, la vita del cacciatore di ieri e di oggi. I comportamenti verso la natura , il mondo agricolo, i colleghi segugisti. Com'erano e come sono. Visti da chi ha sulle spalle molti anni e molte licenze di caccia. Da chi ha cacciato con nomi semplici ed altolocati, contadini e nobiltà.Trovandosi con tutti a godere dell'esercizio genuino, ricco di vera passione, di un modo di porsi signorile e corretto.
La memoria storica per eccellenza del mondo venatorio e cinofilo è Lui, il geom. Giuseppe Marenghi da Soragna. Memoria viva, pronta, sincera che scaturisce dopo un lampo negli occhi chiari.
Che esce con voce chiara e pacata, se il termine fosse appropriato vorrei dire onesta. Esce con sicurezza per inquadrare nel confronto gi stessi problemi e situazioni di 70 e oltre anni fa con quelli di oggi vissuti se non direttamente in prima persona, attraverso acuta osservazione. In profondità, cogliendo l'essenza e non i contorni ciarlieri e di facciata.
E' stato l'Amico Peppino a fornirmi il materiale storico, e penso unico, che mi ha consentito di stendere un articolo pubblicato dal mensile dell'E.N.C.I.
A lui spetta per diritto e competenza il compito di elencare con data e località di svolgimento le prime prove sul terreno per i cani da ferma. E' il più adatto e il più informato. Un inizio, questo delle prove, timido, incerto, magari poco probante ma fortemente voluto dai gentiluomini che ebbereo pure l'idea di far nascere un "organismo" che fosse il riferimento per i cani di razza; utile per la segnalazione dei risultati e quindi per la selezione.
La salvaguardia, lo sviluppo, il miglioramento erano obiettivi chiari da applicare alle razze. Persone all'altezza della situzione furono chiamate a dedicarvisi. Da questa esperienza di avvio naque l'ENCI. Non intendo ripetere ciò che è stato più volte ribadito e riportato sullo sviluppo numerico delle razze, sul ruolo dell'ENCI, sull'evoluzione veloce ed ampia del cane puro, ecc..
Accennerò invece alle prove con particolare attenzione a quelle con il cane da ferma. L'argomento prove ha rubato tempo e inchiostro a tanta gente. Nel tempo, le prove hanno registrato meccanismi di applicazione ed esiti stravolti rispetto al modulo originario. Il vincolo fra il buon cane da caccia e quindi la caccia medesima ed il cane passato a farsi valutare da una Giuria e quindi le prove nel loro complesso, si è sfilacciato, forse si è rotto e al posto di una basilare unica struttura si è passati ad una separazione di ruoli come dire che una cosa è il cane da caccia e l'altra è quello cosddetto "da gara".
Ma andiamo con ordine e per gradi. L'istituto preposto intende la prestazione sul terreno come banco di prova per un confronto e per l'identificazione del più dotato come attitudini e qualità di razza.
L'essenza del suo valore in termini di rendimento, l'identificazione di come esegue questo lavoro, come ha compreso il dressaggio; un misto di intelligenza e stile. La sintesi di tutto ciò condensato nella classifica, quaifiche e cartellini (CAC e CQN).
E questo è il preambolo ufficiale dal quale si dovrebbe evincere senza dubbio che il valore venatorio è tanto più collaudato quanto praticato. L'educazione particolare da insegnare al cane per completarlo con le regole richieste dai dispositivi (note) non può che intendersi quale raccordo e ordine dei suoi valori: temperamento, collegamento, ubbidienza e correttezza.. Tracciato necessario per le prove quanto utile per la caccia. Oggi il cane da prove (quelle di caccia) non deve cacciare perché "prende dei difetti".
Affermazione dello stolto.
L'esercizio della caccia non genera difetti, ma li mette spietatamente a nudo. Il cacciatore deve saperli considerare e dare loro il giusto peso. Con i "turnetti" di 10 minuti invece si tende a mascherarli (i difetti) ed il più delle volte lo stolto (stavolta il cane) viene scelto per le prove perchè "non si muove male" e sopratutto "sopporta le correzioni". Questo è il quadro attuale. Quali risultati selettivi dobbiamo attenderci? Non particolarmente soddisfacenti. Figli di campioni di lavoro che stentano (a volte troppo) a capire come si caccia. Questa verità apre un enorme capitolo sulle cause che deteriorano i valori venatori. Tanto si dovrebbe dire ma per semplificare limitiamoci a riferire quanto affermava il compianto amico Paolo Ciceri:"Ognuno dà quel che ha".
Se l'impalcatura delle prove rivchiede performance che sviluppano elementi che si discostano troppo dall'esercizio venatorio, questi purtroppo nel tempo si fissano e si riproducono. La molla carica di illimitata passione ed avidità (prerogativa basilare dell'eccellente cane da caccia) lascia il posto ad impulsi fisico-atletici. E pian piano si va verso il degrado. Lo scadimento del valore dei cani è pure