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Il
benessere del vostro cucciolo |
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L'ARRIVO DI
UN CUCCIOLO IN CASA
Oltre alla gioia per l'arrivo di un
nuovo simpatico ospite nella nostra
casa, arrivano anche le responsabilità.
Come fare per accogliere nel modo migliore
il nostro cucciolo?
Cosa deve mangiare e quante volte al
giorno?
Di quale cure mediche ha bisogno?
Seguendo questi pratici consigli avrete
una guida utile per affrontare senza
problemi la nuova convivenza. |
Una casa a prova di cucciolo
Accogliere un cucciolo in casa
comporta un cambiamento significativo
delle nostre e delle sue abitudini.
Di seguito troverete alcuni consigli
per rendere questo momento il
meno traumatico possibile.
- La separazione dalla madre e
dai fratellini, il viaggio e l'inserimento
in un nuovo ambiente sono un'importante
fonte di stress per il cucciolo.
Durante i primi giorni diamogli
la possibilità di adattarsi
con tranquillità alla nuova
casa, cerchiamo di non opprimerlo
con eccessive attenzioni e abituiamolo
a stare anche da solo. |
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- Incoraggiamolo ad alimentarsi. Spesso
il nuovo arrivato tende alla disidratazione
perchè l'ansia e la paura provocano
una mancanza di appetito e di sete.
- Rendiamo la nostra casa sicura per
il cucciolo. Teniamo fuori dalla sua
portata ogni materiale che può
essere pericoloso come piante, prodotti
per la pulizia della casa o piccoli
oggetti che possono essere ingeriti.
- Evitiamo di lasciarlo vagabondare
liberamente incustodito fuori casa.
Un recinto lo proteggerà da incontri
indesiderati con altri animali, lo terrà
lontano dal passaggio di automobili
e da altri pericoli.
- Non sottoponiamo il nostro cucciolo
a bruschi sbalzi di temperatura. Se
vogliamo abituarlo a vivere all'esterno
forniamogli un riparo adeguato. |
Un'alimentazione corretta
La buona salute comincia dalla buona
alimentazione. Chiedete al vostro veterinario
quale dieta è più appropriata
per il vostro cucciolo.
- Durante la prima settimana di permanenza
nella nuova casa forniamo al cane lo
stesso tipo di alimento a cui era abituato
in precedenza. Successivamente si può
modificare la dieta, ma questo passo
deve essere effettuato lentamente mischiando
il nuovo cibo col vecchio in percentuali
sempre maggiori per alcuni giorni in
modo che il cucciolo si possa abituare
al cambiamento. |
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Il cane durante la crescita ha
bisogno di una dieta bilanciata.
Gli alimenti di buona qualità
in commercio (sia secchi che umidi)
sono già completi di ogni
elemento essenziale equindi non
hanno bisogno di essere integrati.
Per ogni età del cane esistono
delle diete specifiche. Se si
sceglie un'alimentazione casalinga
sarà il veterinario ad
indicare le giuste proporzioni
tra i diversi alimenti. |
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Il cuccioloha bisogno di almeno
tre pasti al giorno. I cani di
piccola taglia necessitano anche
di più pasti distribuiti
in modo regolare durante la giornata.
La quantità del cibo va
calcolata in base al tipo di crescita
del cane che sarà valutata
dal veterinario durante successivi
controlli. In ogni controllo sarà
valutato il peso e la condizione
fisica generale ed in base a questi
verrà decisa la dose dialimento. |
Il
primo check-up
Il veterinario sarà al
vostro fianco per garantire la
buona salute del cucciolo, quindi
scegliete attentamente.
- Ogni cucciolo dovrebbe essere
visitato entro i primi giorni
dell'arrivo in famiglia. Questa
prima visita servirà a
verificare il buono stato di salute
del cucciolo e per constatare
l'assenza di malattie congenite.
Il primo contatto col veterinario
sarà anche un'occasione
per conoscervi, per chiarire i
primi dubbi e per stabilire un
protocollo di vaccinazioni e controlli
per il vostro animale.
- Riferite al veterinario ogni
eventuale sintomo sospetto come
debolezza, tosse, tartufo o occhi
sporchi, diarrea o vomito. questo
sintomi possono indicare la presenza
di una malattia infettiva.
- Informatevi se esiste nelle
vicinanze una struttura che effettui
servizio di pronto soccorso notturno
e festivo; nel caso il vostro
animale abbia bisogno di cure
urgenti è bene non perdere
tempo alla ricerca di un veterinario
reperibile. |
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Il controllo dei parassiti
Tutti i cuccioli hanno bisogno di essere
sverminati, anche se la loro madre è
stata controllata e se sono cresciuti
in un ambiente pulito e ben gestito.
Gli ascaridi, i vermi più frequenti
nei cuccioli, sono un problema diffuso
e sono molto difficili da debellare
visto il loro complicato ciclo vitale.
Dal momento che questo vermi possono
infestare anche le persone, soprattutto
i bambini, devono essere assolutamente
eliminati dal nostro cucciolo. Anche
i parassiti esterni, come pulcie zecche,
possono costitutire un problema; quindi
è bene seguire i seguenti suggerimenti
per evitare i problemi parassitari. |
- I cuccioli
dovrebbero ricevere un minimo di quattro
somministrazioni di vermifugo distanziate
di due settimane. Alla fine di questo
protocollo è bene verificare,
con un esame delle feci, l'effettiva
assenza di parassiti.
- Altri parassiti intestinali, come
ancylostomi, tricocefali o coccidi,
possono causare dei sintomi molto seri,
anche fatali, e quindi devono essere
immediatamente identificati ed eventualmente
debellati.
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La prevenzione della Filariosi, nelle
regioni dove questa malattia è
presente, deve essere iniziata dopo
la sesta settimana di vita. A questa
età è consigliato anche
procedere allìeliminazione dei
parassiti esterni. sarà il veterinario
ad indicarvi i prodotti migliori per
tale scopo. |
Il protocollo vaccinale
Durante la gravidanza e l'allattamento
la madre fornisce al cucciolo gli anticorpi
che lo proteggeranno nelle prime settimane
di vita.
Dopo l'ottava settimana questi anticorpi
cominciano a diminuire e il sistema
immunitario del cucciolo deve iniziare
a produrre l'immunità necessaria
per difendersi dalle melattie infettive.
Una serie di vaccinazioni regolari fornirà
al cane una protezione sufficiente a
tenere lontane le più pericolose
insidie.
- Solitamente il cuccioo viene vaccinato
contro Cimurro, Parvovirosi, Epatite
Infettiva e Leptospirosi a partire dalla
ottava settimana di vita. I richiami
devono essere effettuati ogni 3-4 settimane
fino alla 16°-18° settimana.
In condizioi di particolare rischio
infettivo il veterinario modificherà
il protocollo nel modo più adeguato.
- Fate attenzione a dove portare il
vostro cucciolo durante i primi sei
mesi di vita. Fino a che non è
stato completato l'intero protocollo
vaccinale esso sarà più
sensibile verso pericolose malattie
infettive; quindi è bene evitare
che venga in contatto con altri cani,
soprattutto se non se ne conosce la
provenienza. |
LE
DISCOPATIE NEL CANE
Le malattie del disco intervertebrale,
o discopatie, sono patologie di
frequente riscontro nel cane.
Come spesso accade in medicina,
molte diverse denominazioni sono
nate per il medesimo problema,
alcune corrette quali: discopatie,
ernie discali, estrusioni o protursioni
discali.
Altre meno corrette: paralisi
del Bassotto, spondilartrosi del
Bassotto, colpo della strega,
paralisi del Pastore tedesco ecc...
Le discopatie nel cane enell'uomo
presentano caratteristiche differenti.
La differenza più saliente
è la tendenza a manifestarsi
nel cane con sintomi più
gravi. Nell'uomo, infatti, le
discopatie sono frequentemente
lombari e i segni clinici per
lo più rappresentati da
dolore lombare. Nel cane invece
le compressioni sono più
frequentemente toraco-lombari
e al dolore della colonna vertebrale
si associano spesso gradi marcati
di debolezza fino alla paralisi.
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A
livello lombare nell'uomo
le discopatie comprimono
radici nervose, strutture
molto resistenti; a livello
toraco-lombare invece le
compressioni sono a carico
del midollo spinale, una
struttura molto delicata
e più sensibile agli
effetti compressivi prodotti
dalle discopatie. I segni
clinici associati son spesso
molto gravi e le conseguenze
possono essere invalidanti.
La maggior incidenza delle
patologie discali è
tra soggetti giovani, con
un picco tra 4-6 anni di
età |
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Cani
di ogni razza possono essere colpiti,
tuttavia le razze di piccola taglia
e in particolare le razze condrodistrofiche
hanno un'incidenza di tali patologie
notevolmente superiore. Le razze
condrodistrofiche, bassotti, pechinesi,
Ihasa apso, bulldogue francesi,
sono accumunate da una patologia
delle cartilagini di accrescimento
che è responsabile anche
del loro aspetto con arti poco
sviluppati rispetto alla lunghezza
del tronco.
Nelle razze condrodistrofiche
sono colpiti più frequentemente
soggetti anche di pochi anni di
età, nelle razze di taglia
grande sono colpiti più
frequentemente soggetti di età
più avanzata. |
Cenni
anatomici e funzionali
Il disco intervertebrale
è essenziale per
la normale mobilità
della colonna vertebrale
nell'uomo come nel cane.
Ogni disco intervertebrale
è composto da due
zone distinte:
- una zona centrale gelatinosa
chiamata nucleo polposo
- una parte periferica fibrosa
chiamata anello fibroso
Il nucleo polposo contiene
proteoglicani, |
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molecole che trattengono l'acqua
e conferiscono alla struttura
una consistenza gelatinosa. L'anello
fibroso è costituito da
fibre di collagene disposte in
strati o lamelle attorno al nucleo
polposo.
Complessivamente anello polposo
e nucleo fibroso costituiscono
l'unità funzionale indispensabile
alla normale mobilità veretebrale.
Il disco intervertebrale normaleè
una struttura molto resistente,
in grado di sopportare cariche
funzionali notevoli per lungo
tempo.
La rottura del disco intervertebrale
normale è sempre associata
ad un grave trauma, quale un investimento
o una caduta da un'altezza notevole.
In queste situazioni ,tuttavia,
è molto più frequente
riscontrare fratture o lussazioni
vertebrali che non sono patologie
del disco intervertebrale.
Come si sviluppa la patologia
Nella maggior parte dei casi in
cui si verifica una discopatia,
il proprietario riferisce minimi,
se non nulli, traumi domestici
quali lo scendere da un divano
o salire in macchina. Le discopatie,
infatti, sono nella maggior parte
dei casi la conseguenza di processi
degenerativi del disco stesso.
La degenerazione del disco interveretebrale
è una caratteristica dei
soggetti più anziani, ed
è un normale processo patologico
causato dai continui carichi funzionali
a cui è esposto. Durante
questo processo la composizione
chimica del disco, soprattutto
del nucleo polposo, cambia, rendendo
questa unità funzionale
meno efficiente e maggiormente
predisposta a lesioni. |
A
fianco di questa forma di
degenerazione "senile"
ne esistono due che ci interessano
più da vicino in
quanto sono la causa delle
discopatie nei nostri pazienti.
- La degenerazione discale
tipica delle razze condrodistrofiche
e di piccola taglia, viene
definita " metaplasia
condroide" o degenerazione
di Hansen del primo tipo.
In queste razze la degenerazione
del nucleo polposo può
incominciare nei primi mesi
di vita e completarsi entro
il primo anno di vita. Spesso
il nucleo polposo può
calcificare e apparire radiograficamente
più denso. |
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In questi casi l'efficienza del
discoè notevolmente diminuita;
il nucleo polposo può erniare
attraverso lesioni dell'anello
fibroso e comprimere il midollo
spinale sovrastante. In questi
casi si parla di estrusione
discale.
- La degenerazione discale tipica
delle razze di taglia grande 8pastore
tedesco, dalmata, dobermann, alani),
è invece di tipo fibroide
e colpisce soggetti meno giovani.
viene chiamata anche degenerazione
di Hansen del secondo tipo. In
questo caso non è il nucleo
che si disloca attraverso l'anello
fibroso, ma è l'anello
stesso che si impessisce comprimendo
il midollo spinale sovrastante.
In questi casi si parla di protrusione
discale.
I sintomi più frequenti
Le sedi più frequenti di
lesione sono a livello torace-lombare,
cervicale, e lombosacrale (tra
l'ultima vertebra e il sacro).
I segni clinici derivano dalla
sede della lesione, dalla velocità
con cui si instauramla compressione
e dalla massa del disco estruso.
Casi iniziali e meno gravi dimostreranno
solo dolore alla colonna vertebrale.
La dolorabilità in sede
toraco è manifestata dal
paziente con un incurvamento della
colonna vertebrale che viene definita
cifosi. |
Spesso
i segni clinici tendono
a progredire, anche rapidamente,
con alterazioni della deambulazione
anche gravi fino alla paresi
o alla paralisi.
Il dolore cervicale si accompagna
a rigidità nucale
e ad un portamento basso
della testa, il dolore può
essere così intenso
da non essere localizzabile.
Difficilmente le patologie
discali cervicali sono associate
a deficit neurologico marcato. |
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Il dolore in sede lombo-sacrale
è invece spesso manifestato
come riluttanza al movimento,
soprattutto a compiere esercizi
in cui viene estesa la colonna
vertebrale, come nel salto o salendo
in auto. Difficilmente le lesioni
in questa sede sono associate
a gravi defici neurologici, come
accade anche nell'uomo.
Di solito nelle razze di piccola
taglia, con degenerazione di Hansen
del primo tipo, i sintomi sono
più rapidi come insorgenza
e spesso più gravi che
non nelle razze di taglia maggiore
caratterizzate da degenerazione
di Hansen del secondo tipo.
La diagnosi
I pazienti con dolore alla
colonna o disturbi dell'andatura
dovrebbero essere visitati al
più presto poichè
spesso la prognosi è influenzata
dalla precocità del trattamento.
Durante la visita clinica il medico
veterinario può sospettare
la presenza di una patologia discale,
tuttavia i segni clinici sono
comuni anche ad altre patologie
neurologiche e la differenziazion
è possibile unicamente
con unricorso alla diagnostica
per immagini (radiologia convenzionale,
tomografia assiale computerizzata,
risonanza magnetica).
L'esame radiografico andrebbe
effettuato, ogni qualvolta sia
possibile, in sedazione o in anestesia
generale. La dolorabilità
intensa, spesso manifestata dal
cane con uno stato di rigidità
nucale e toraco-lombare, provoca,
infatti, artefatti radiografici
che possono indirizzare verso
diagnosi non corrette.
L'esame radiografico può
permettere di escludere patologie
vertebrali quali trumi, infezioni
e tumori, e di sospettare la presenza
di una discopatia, ma non consente
di valutare la sede e l'entità
di una compressione midollare
di natura discale. |
Un
reperto frequente, ma di
basso valore diagnostico,
è la presenza di
dischi calcificati nelle
razze di picola taglia o
di artrosi nelle razze non
condrodistrofiche.
Questi reperti testimoniano
la presenza di dischi degenerati,
il che non corrisponde necessariamente
ad una diagnosi di patologia
discale, discopatia, o ernia
discale. |
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In
alcuni casi è possibile apprezzare
diminuzioni dello spazio intervertebrale
o presenza di materiale discale calcificato
a livello del punto di uscita del nervo
dal canale vertebrale. L'esame di elezione
in medicina veterinaria è la
mielografia che, ormai, è una
procedura di routine in molte strutture
veterinarie in Italia. Questo esame
consiste nell'introduzione, tramite
un ago spinale, di un mezzo di contrasto
a livello sub-aracnoideo, uno degli
involucri che rivestono il midollo spinale.
Il mezzo di contrasto viene quindi visualizzato
su una normale radiografia. Per effettuare
questo delicato esame è necessario
che il cane sia in anestesia generale,
quindi il medico veterinario richiederà
prima i necessari accertamenti (analisi
del sangue, valutazione cardiologica)
per ridurre al minimo i rischi legati
alla procedura. L'esame mielografico,
se eseguito correttamente e con le dovute
cautele, non comporta di per sè
un incremento del rischio per il paziente,
al di fuori del normale rischio anestesiologico.
La mielografia è un passo imprescindibile
per tutti i pazienti che devono subire
un intervento di chirurgia spinale per
il trattamento di una patologia discale.
Nel caso in cui la diagnosi mielograficanon
sia sufficiente, è possibile
ricorrere come supplemento di indagine
alla tomografia assiale computerizzata
(TAC) anche se attualmente questa indagine
è raramente selezionata come
unica indagine in corso di patologie
spinali.
La risonanza magnetica (RM) è
la tecnica di elezione in medicina umana
nello sudio di patologiedella colonna
vertebrale, tuttavia per motivi anche
economici, questa metodica non viene
utilizzata se non sporadicamente in
medicina veterinaria.
Il trattamento
Le discopatie nel cane son patologie
che oggi il Medico veterinario può
e sa trattare. Il trattamento varia
in funzione di numerosi fattori, tra
cui principalmente la gravità
dei segni clinici e la durata.
Esistono linee guida che indirizzano
il trattamento conservativo (senza chirurgia)
o chirurgico.
In generale è consigliabile il
trattamento conservativo in pazienti:
- con solo dolorabilità alla
colonna vertebrale e deficit minimi
- le cui condizioni (età, stati
di malattia associati) sconsigliano
di affrontare l'anestesia generale necessaria
per la mielografia e per la chirurgia.
La base del trattamento conservativo
è il riposo assoluto, da estendere
in alcuni casi al riposo in gabbia.
Purtroppo alcuni cani sembrano agitarsi
maggiormente quando vengono reclusi
in spazi angusti, è il buon senso
che consiglia da caso a caso la modalità
più efficace per limitarne l'attività.
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Abitualmente
è raccomandabile muovere
l'animale solo al guinzaglio,
in pochi minuti due tre volte
al giorno. Nei cani con dolore
cervicaleè bene sostituire
il collare con una pettorina.
Se i segni clinici migliorano
nelle prime due settimane, è
consigliabile protrarre il trattamento
per altre due, al termine delle
quali la normale |
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attività
del paziente andrà ripresa molto
gradualmente. L'uso di antinfiammatori
è molto controverso.
E' opinione di molti ricercatori che
l'uso di questi farmaci nelle ernie
discali dei nostri pazienti sia generalmente
controindicata, soprattutto nelle forme
che colpiscono i cani di piccola taglia.
In questi pazienti è infatti
frequente osservare peggioramenti anche
gravi in corso di trattamento.
Nei casi di grossa taglia, e nelle discopatie
cervicali in genere, purchè associando
un riposo assoluto, è possibile
utilizzare antinfiammatori, steroidei
e non sterodei, pur con limiti e rischi
esposti.
La probabilità di successo del
trattamento conservativo è maggiore
nei cani con dolorabilità toraco-lombare
che cervicale. Questi ultimi tendono
anche a manifestare più frequentemente
recidive.
Il trattamento chirurgico è consigliabile:
- i pazienti che non migliorano con
il trattamento conservativo, anche quando
è presente unicamente dolore
spinale
- i pazienti con medi e gravi deficit
neurologici
Pazienti che dimostrano gravi deficit
neurologici acuti, qualora vengano trattati
entro l'ottava ora dall'insorgenza dei
segni clinici, possono trarre beneficio
dal trattamento con corticosteroidi,
purchè protratti per le 24 ore.
La maggiore probabilità di successo
in casi di discopatia con grave deficit
neurologico si ottiene comunque con
la chirurgia, associata o meno al trattamento
con farmaci.
La prognosi è influenzata principalmente
dal tempo trascorso dall'insorgenza,
dalla gravità della compressione
e dalla presenza della sensibilità.
La chirurgia, quando necessaria, andrebbe
eseguita prima possibile e in assenza
di sensibilità dolorifica assolutamente
entro le 24 ore dall'insorgenza. La
probabilità di successo del trattamento
chirurgico varia dal 50 al 94% in funzione
della gravità del caso.
Il periodo post operatorio è
molto delicato. Fondamentale è
mantenere i pazienti su superfici morbide
e ben puliti, per evitare piaghe da
decubito. Almeno 2-3 volte al giorno
sarà necessario eseguire movimenti
passivi delle articolazioni e aiutare
il paziente nei movimenti, secondo le
indicazioi, diverse da caso a caso,
del medico curante.
In particolare la minzione andrà
aiutata tramite svuotamento manuale
o tramite un cateterismo vescicale.
Il periodo di ricovero in clinica è
normalmente di pochi giorni, fatte salve
eventuali complicanze. Una normale funzionalità
motoria viene ristabilita in un tempo
variabile dalle 2 alle 8 settimane nella
maggior parte dei pazienti.
Alcuni pazienti possono richiedere periodi
di fisioterapia anche di molti mesi.
E' possibile che alcuni pazienti per
cui la chirurgia sarebbe indicata vengano
trattati comunque in modo conservativo
per motivi medici o economici. La valutazione
finale andrebbe fatta dopo almeno due
mesi di fisioterapia, tuttavia alcuni
di questi pazienti sono in grado di
riguadagnare una funzionalità
adeguata, nonostante un trattamento
non ideale. Le patologie discali sono
purtroppo un'evenienza frequente in
medicina veterinaria, ma fortunatamente
non più invalidanti quanto lo
sono state in passato. La gestione clinica
di questi pazienti può essere
complessa, tuttavia un trattamento veterinario
tempestivo e una stretta collaborazione
da parte del proprietario possono portare
alla risoluzione del problema in un
numero molto elevato di pazienti. |
PREPARAZIONE
AL PARTO E COMPORTAMENTO DELLA MADRE
FASCINO E TENEREZZA DEI CUCCIOLI

La sala paro deve essere posta in una
stanza conosciuta e frequentata dalla
futura madre; è consigliabile
condurre più volte al giorno
il cane nella stanza opportunamente
preparata e somministrare dei premi
in cibo in modo da ridurre lo stress
dovuto all'improvviso cambiamento delle
abitudi di vita della futora madre.
E' necessario che la sala parto abbia
pareti e fondo facilmente pulibili (ad
es. di legno) e che sia in grado di
isolare termicamente i cuccioli dal
pavimento della stanza; è possibile
porre sul fondo delle traversine assorbenti
o un panno di morbido cotone in modo
che i cuccioli non si feriscano durante
gli spostamenti.
La sala parte deve essere inoltre concepita
in modo che i cuccioli non possano allontanarsi
troppo dalla madre (la termoregolazione
dei nascituri è ancora imperfetta
tanto che i cuccioli mantengono costante
la propria temperatura interna grazie
al contatto con la madre) ma deve essere
sufficientemente spaziosa in modo che
l'allevatore e i membri della famiglia
possano entrare e manipolare i cuccioli
con facilità; la madre deve,
invece, avere la possibilità
di interrompere il contatto con i cuccioli
(allontanandosi in modo che i cuccioli
non possano raggiungerla) quando ne
ha voglia; durante i primi giorni dopo
il parto il cane trascorrerà
molto tempo con i cuccioli mentre a
partire già dalla seconda settimana
si assenterà spesso accorrendo
rapidamente in occasione dei vocalizzi
dei cuccioli. Impedire alla madre di
allontanarsi dai cuccioli (ad es. quando
questi ultimi cominciano a camminare)
può provocare una risposta aggressiva
da parte della madre stessa a causa
dell'insistenza delle provocazioni al
gioco effettuate dai cuccioli. Il locale
che ospita la cuccciolata deve essere
spazioso, adeguamente riscaldato dovranno
essere presenti almeno 25°; attenzione
alle basse temperature invernali e alle
alte temperature estive), luminoso e
ricco in stimoli sonori (l'oscurità
e il silenzio provocano uno sviluppo
non corretto del sistema nervoso dei
cuccioli). E' opportuno, in occasione
dello svezzamento alimentare (intorno
alla quarta-quinta settimana), allestire
nella sala parto un'area destinata alla
somministrazione del cibo, un'area riservata
al riposo e un'area per l'evacuazione
delle deiezioni (poichè la madre
interrompe l'ingestione delle deiezioni
dei cuccioli); quest'ultima zona deve
essere separate dalle altre (ad es.
un piccolo sbarramento in modo che i
cuccioli imparino ad evacuare in un
punto preciso...in questo modo l'apprendimento
del luogo corretto di evacuazione presso
i futuri proprietari sarà facilitato).
La sala parto deve essere ampliata quando
i cuccioli iniziano ad evacuare spontaneamente
e a camminare. E' opportuno lasciare
i cuccioli con la madre fino all'età
di 60 giorni (momento ottimale per effettuare
l'adozione).
La sensibilità tattile dei
nascituri
Il feto (dall'età di 45 giorni
circa) è in grado di rispondere
ad una stimolazione tattile. La palpazione
dell'utero gravido provoca un movimento
di rotazione o la suzione del cordone
ombelicale da parte del feto. Questi
movimenti tendono ad attenuarsi grazie
a palpazioni ripetute delle corna uterine
della madre. Massaggiare delicatamente
l'addome della madre gravida a partire
dal trentesimo giorno di gravidanza
migliorerà la sensibilità
tattile dei nascituri (i cuccioli saranno
più "disponibili" alle
carezze dei proprietari).
Inoltre, in occasione di un'emozione
da parte della madre (paura ad esempio
di una detonazione, cambiamento di ambiente-trasferimento
in una stanza sconosciuta, presso persone
sconosciute-) il feto presenta un movimento
di suzione di un arto anteriore o del
cordone ombelicale. Più la risposta
emozionale della madre è intensa,
più la reazione del feto si prolunga
nel tempo. E quindi opportuno cercare
di ridurre il più possibile la
situazioni che possono generare stress
nella femmina gravida in modo da migliorare
la gestione delle emozioni dei nascituri
(i cuccioli saranno più "equilibrati").
A partire dalla nascita è necessario
accarezzare e sollevare più volte
al giorno i cuccioli durante i periodi
di veglia (è opportuno non svegliare
i cuccioli durante il sonno poichè
in questo periodo viene secreto l'ormone
della crescita). A partire dal momento
in cui i cuccioli iniziano a camminare
è opportuno, per effettuare la
manipolazione, chiamarli con voce dolce
abbassandosi sulle ginocchia e distogliere
lo sguardo (per facilitare l'avvicinamento
dei più "timidi").
Cos'è il legame di attaccamento
Alla nascita la madre sviluppa un particolare
legame nei confronti dei propri cuccioli
(il "legame di attaccamento")
che favorisce la messa in atto delle
cure parentali (allattamento, evacuazione
delle deiezioni ecc...)
La separazione dai cuccioli effettuata
precocemente (cioè prima dei
60 giorni di età) provoca uno
stato di stress di notevole intensità
(lamenti, tentativi di distruggere gli
ostacoli che impediscono il contatto,
disappetenza, apatia).
Per quanto riguarda i cuccioli, invece,
qualsiasi femmina (considerata come
fonte di calore e nutrimento) può
"soddisfare le loro esigenze"
fino alla seconda-terza settimana di
età. Quando i cuccioli aprono
gli occhi (tra il decimo e quindicesimo
giorno) iniziano ad "attaccarsi
alla propria madre" e la separazione
effettuata precocemente da quest'ultima
(cioè prima dei 60 giorni di
età) provoca un profondo stress
con ritardo nella crescita, alterazioni
del sonno e disappetenza...la disperazione
dei cuccioli può essere ppagata
solo dalla propria madre. La madre diventa
"un polo rassicurante" attorno
al quale i cucciolo inizieranno l'esplorazione
del mondo esterno; la possibilità
di arrivare a contatto con la madre
in occasione di un'emozione negativa
(ad es. paura) favorirà la corretta
gestione delle emozioni. Inoltre i cuccioli
grazie alla presenza della madre memorizzeranno
una forma, un odore e delle caratteristiche
sonore che permetteranno la corretta
"impregnazione" cioè
la costruzione dell'immagine di "un
cane" che sarà identificato
come futuro partner sociale e sessuale.
Le punizioni della madre
Le punizioni vengono effettuate in risposta
alle "trasgressioni" delle
regole presenti nella nuova "famiglia
canina". La madre arriva ringhiando
vicino al cucciolo e lo afferra (senza
provocare lesioni) aprendo la bocca
sulla collottola; alcune volte inserisce
in bocca l'intero cranio del cucciolo;
in alcune situazioni lo obbliga a rimanere
a terra acquattato o a pancia all'aria
(riproduzione del comportamento di evacuazione
delle deiezioni) trattenendolo con un
arto anteriore (senza provocare lesioni).
intorno alle cinque-sei settimane la
madre allontana con un ringhio i cuccioli
quando cercano di succhiare il latte
a causa del dolore provocato dai denti
da latte durante la poppata. Il "grido"
emesso da alcuni cuccioli e "il
rilassamento" effettuati in risposta
alla punizione materna significano l'accettazione
"dell'autorità della madre"
(in seguito il cuccciolo adotterà
questi segnali di fronte ad un cane
adulto e costituiranno "una postura
di sottomissione", cioè
uno dei più importanti rituali
sociali). E' necessario che la madre
rimanga a lungo con i cuccioli in modo
da poter mettere in atto la punizione
tutte le volte che lo ritiene opportuno;
è opportuno osservare la madre
ma non intervenire in quanto la punizione
è alla base dell'educazione.
Sviluppo comportamentale
L'acquisizione di una "banca dati":
durante il periodo di socializzazione
(che si estende dalla terza settimana
al terzo mese di vita del cucciolo)
le cellule nervose del cucciolo si sviluppano
tumultuosamente. Si formano molti "collegamenti"
chiamati sinapsi che costituiranno il
sistema nervoso del cane adulto...ma
solo le sinapsi che verranno ripetutamente
"attivate" da un'esperienza
rimarranno vive.
Dalla terza settimana di età
(quando i cuccioli sono in grado di
vedere e di udire) è necessario
iniziare ad esporli gradatamente (iniziando
con l'intensità più bassa)
al maggior numero possibile di stimoli
(sonori, visivi, tattili): rumori presenti
in un'abitazione (telefono, televisione,
radio, aspirapolvere, voci, ecc...),
rumori presenti nell'ambiente esterno
(aereo, elicottero, automobili, motorini),
contatti fisici con il maggior numero
di persone (bambini, uomini, donne,
anzioni, persone di colore...-per un
cane un bembino è profondamente
differente da un adulto e un uomo da
una donna-), altri animali (cani, gatti,
uccelli).
E' possibile collocare dei giochi quando
l'allevatore è presente (palle,
corde appese alle pareti della sala
parto, oggetti che suonano quando schiacciati...è
necessario scegliere materiali atossici
e resistenti); sono invece da evitare
giochi di "tira e molla" ra
i cuccioli e l'allevatore poichè
in questo modo viene perso il controllo
dell'intensità del morso.
Le stimolazioni devono essere ripetute
quotidianamente e avvenire in situazioni
di "tranquillità".
L'ingresso in allevamento di persone
estranee potrebbe veicolare virus presenti
nell'ambiente (ad es. calpestando feci
ed urina deposte per strada da altri
cani)...ma anche l'allevatore e la sua
famiglia potrebbero svolgere questo
ruolo. Per ovviare a questa situazione
è opportuno veccinare correttamente
la madre, predisporre le calzature (o
rivestire queste ultime con calzari
in plastica) ed effettuare le disinfezioni
regolari dell'ambiente.
Così facendo i cuccioli saranno
dotati di una "banca dati"
molto ampia e non avranno paura; la
specie conosciute saranno considerate
"amiche"...non saranno nè
temute nè predate (esseri umani
compresi).
Per favorire un corretto sviluppo del
sistema nervoso dei cuccioli è
necessario somministrare un'alimentazione
adeguata.
E' opportuno adottare il cucciolo intorno
ai 60 giorni di età in modo che
possa abituarsi agli stimoli presenti
nel nuovo ambiente di vita; un'adozione
tardiva (dopo il terzo mese), associata
allo sviluppo in un luogo povero di
stimoli, può essere alla base
di una patologia del comportamento (La
Sindrome di Privazione Sensoriale).
Dr. Sabrina Giussani
Medico Veterinario Dirigente S.I.S.C.A.
Gruppo di lavoro FSA |
COME EDUCARE
CORRETTAMENTE IL PROPRIO CANE
Alla ricerca del feeling.
Gioco, obbedienza, comportamento in
casa e con gli altri.
Ecco cosa bisogna sapere.
Oltre il 40% delle famiglie italiane
vive con un animale in casa, ma siamo
sicuri che in tutte le famiglie siano
adottate le giuste norme comportamentali
per l'adeguata educazione di nostri
amici? La buona comunicazione è
fondamentale per instaurare un rapporto
soddisfacente con gli animali in genere,
ed in particolare con il nostro cane.
Capirlo e farsi capire è indispensabile
per ottenere il massimo di ciò
che lui ci può dare. Le modalità
d'espressione utilizzate per raggiungere
un'intesa, sono simili sia nel cane
che nell'uomo: la posizione del corpo,
il linguaggio, la mimica.
Se è accertato che per esprimere
le proprie emozioni il cane utilizza
posture ben precise, movimento della
coda, posizioni corporee particolari,
movimenti delle orecchie, è altrettanto
vero che anche l'uomo, a seconda di
ciò che vuole comunicare al proprio
cane, si atteggia con movimenti particolari
aiutato da mimica e suoni vocali. Se
si desidera impartire un ordine, una
posizione eretta sarà la più
idonea in segno di autorità,
diversamente l'invito al gioco sarà
sollecitato da una posizione accovacciata.
Il gioco è sicuramente il miglior
metodo educativo, specialmente se utilizzato
fin da cucciolo.
E' attraverso il gioco che apprenderà
più facilmente e con maggior
entusiasmo ad obbedire al proprietario.
Un chiaro esempio di feeling tra cane
e padrona si riscontra nell'agility
dog, forse lo sport che più esprime
la festosa intesa tra uomo e cane, non
solo limitata ad una passiva obbedienza
ma vivacizzata da una espressa giocosità.
Fin da piccolo è importante che
il cane prenda coscienza di tutto ciò
che sta intorno a lui. E' necessario
abituarlo a tutte le situazioni, perchè
solo così, in qualsiasi ambiente
si trovi, anche da adulto si troverà
a suo agio, senza insicurezze o diffidenze
ingiustificate che potrebbero persino
accrescere il suo disagio fino a degenerare
nell'aggressività. E' cosa nota
che spesso i cani timidi o impauriti
manifestino queste loro tendenze caratteriali
con atteggiamenti autodifensivi.
Le basi per una corretta educazione
sono date dalla famiglia in cui il cucciolo
vive.
E' d'obbligo l'uniformità di
comportamento tra i componenti del nucleo
famigliare di cui fa parte; un errato
metodo educativo potrà compromettere
la formazione psicologica dell'animale.
Ogni cane è un individuo a sè
stante, con personalità propria
e caratteristiche comportamentali ben
definite, crescendo comunque manifesterà
sempre più le tendenze della
propria razza, che non devono assolutamente
essere represse, sarebbe come voler
modificare uno degli elementi fondamentali
che caratterizzano una razza.
Da un Samoiedo, non si può e
non si deve pretendere un comportamento
da cane da guardia o da difesa e non
bisogna sollecitarlo in tal senso, sarebbe
una dannosa forzatura, come al comtrario
da Doberman, Rotwailer, Pastore Tedesco,
l'addestramento alla difesa ed alla
guardia può servire per migliorare
e manifestare opportunamente queste
peculiarità delle razze da difesa
e utilità.
Così come l'indole fiera, temeraria
e tenace dei terier non può essere
repressa, altrettanto non si può
pretendere da un barboncino un'incursione
in tana per stanare una volpe.
Ogni razza ha qualcosa di buono da offrire,
cerchiamo di coglierne gli aspetti positivi.
Tendenzialmente l'uomo, spesso deluso
dai rapporti con i propri simili, cerca
nel cane un rappoto più soddisfacente,
questo atteggiamento apparentemente
così nobile e coinvolgente, se
esasperato, è negativo per entrambi.
L'affetto per il proprio cane non potrà
sostituire ma solo integrare il rapporto
con i nostri simili. Umanizzare troppo
il cane non è "sano"
prima di tutto per lui, che crescerà
viziato, insoddisfatto e in modo non
confacente alla propria indole e nemmeno
per noi che perdiamo di vista la realtà
non rispettando i ruoli di competenza.
Non è riversando ansie ed eccessive
attenzioni al nostro amico che miglioreremo
il rapporto con lui e lo salvaguarederemo
da rischi e pericoli.
Un mixer ben disato di affettto, complicità,
cure, senza atteggiamenti esasperati
di preoccupazioni e continue angosce,
ci faranno vivere con il nostro cane
momenti di intesa e divertimento impareggiabili,
ci aiuterà a scaricarci dalle
tensioni quotidiane e soprattutto ad
avere un amico fidato ed equilibrato.
Pierluigi Buratti |
|
L'ATLETA SI
METTE IN PROVA
L'importanza dei confronti per
individuare i produttori
Il sogno di una notte di mezza estate
era per Lui la "raccolta"
di notizie, riscontri storici locali
e nazionali sui cani, la caccia, la
vita del cacciatore di ieri e di oggi.
I comportamenti verso la natura ,
il mondo agricolo, i colleghi segugisti.
Com'erano e come sono. Visti da chi
ha sulle spalle molti anni e molte
licenze di caccia. Da chi ha cacciato
con nomi semplici ed altolocati, contadini
e nobiltà.Trovandosi con tutti
a godere dell'esercizio genuino, ricco
di vera passione, di un modo di porsi
signorile e corretto.
La memoria storica per eccellenza
del mondo venatorio e cinofilo è
Lui, il geom. Giuseppe Marenghi da
Soragna. Memoria viva, pronta, sincera
che scaturisce dopo un lampo negli
occhi chiari.
Che esce con voce chiara e pacata,
se il termine fosse appropriato vorrei
dire onesta. Esce con sicurezza per
inquadrare nel confronto gi stessi
problemi e situazioni di 70 e oltre
anni fa con quelli di oggi vissuti
se non direttamente in prima persona,
attraverso acuta osservazione. In
profondità, cogliendo l'essenza
e non i contorni ciarlieri e di facciata.
E' stato l'Amico Peppino a fornirmi
il materiale storico, e penso unico,
che mi ha consentito di stendere un
articolo pubblicato dal mensile dell'E.N.C.I.
A lui spetta per diritto e competenza
il compito di elencare con data e
località di svolgimento le
prime prove sul terreno per i cani
da ferma. E' il più adatto
e il più informato. Un inizio,
questo delle prove, timido, incerto,
magari poco probante ma fortemente
voluto dai gentiluomini che ebbereo
pure l'idea di far nascere un "organismo"
che fosse il riferimento per i cani
di razza; utile per la segnalazione
dei risultati e quindi per la selezione.
La salvaguardia, lo sviluppo, il miglioramento
erano obiettivi chiari da applicare
alle razze. Persone all'altezza della
situzione furono chiamate a dedicarvisi.
Da questa esperienza di avvio naque
l'ENCI. Non intendo ripetere ciò
che è stato più volte
ribadito e riportato sullo sviluppo
numerico delle razze, sul ruolo dell'ENCI,
sull'evoluzione veloce ed ampia del
cane puro, ecc..
Accennerò invece alle prove
con particolare attenzione a quelle
con il cane da ferma. L'argomento
prove ha rubato tempo e inchiostro
a tanta gente. Nel tempo, le prove
hanno registrato meccanismi di applicazione
ed esiti stravolti rispetto al modulo
originario. Il vincolo fra il buon
cane da caccia e quindi la caccia
medesima ed il cane passato a farsi
valutare da una Giuria e quindi le
prove nel loro complesso, si è
sfilacciato, forse si è rotto
e al posto di una basilare unica struttura
si è passati ad una separazione
di ruoli come dire che una cosa è
il cane da caccia e l'altra è
quello cosddetto "da gara".
Ma andiamo con ordine e per gradi.
L'istituto preposto intende la prestazione
sul terreno come banco di prova per
un confronto e per l'identificazione
del più dotato come attitudini
e qualità di razza.
L'essenza del suo valore in termini
di rendimento, l'identificazione di
come esegue questo lavoro, come ha
compreso il dressaggio; un misto di
intelligenza e stile. La sintesi di
tutto ciò condensato nella
classifica, quaifiche e cartellini
(CAC e CQN).
E questo è il preambolo ufficiale
dal quale si dovrebbe evincere senza
dubbio che il valore venatorio è
tanto più collaudato quanto
praticato. L'educazione particolare
da insegnare al cane per completarlo
con le regole richieste dai dispositivi
(note) non può che intendersi
quale raccordo e ordine dei suoi valori:
temperamento, collegamento, ubbidienza
e correttezza.. Tracciato necessario
per le prove quanto utile per la caccia.
Oggi il cane da prove (quelle di caccia)
non deve cacciare perché "prende
dei difetti".
Affermazione dello stolto.
L'esercizio della caccia non genera
difetti, ma li mette spietatamente
a nudo. Il cacciatore deve saperli
considerare e dare loro il giusto
peso. Con i "turnetti" di
10 minuti invece si tende a mascherarli
(i difetti) ed il più delle
volte lo stolto (stavolta il cane)
viene scelto per le prove perchè
"non si muove male" e sopratutto
"sopporta le correzioni".
Questo è il quadro attuale.
Quali risultati selettivi dobbiamo
attenderci? Non particolarmente soddisfacenti.
Figli di campioni di lavoro che stentano
(a volte troppo) a capire come si
caccia. Questa verità apre
un enorme capitolo sulle cause che
deteriorano i valori venatori. Tanto
si dovrebbe dire ma per semplificare
limitiamoci a riferire quanto affermava
il compianto amico Paolo Ciceri:"Ognuno
dà quel che ha".
Se l'impalcatura delle prove rivchiede
performance che sviluppano elementi
che si discostano troppo dall'esercizio
venatorio, questi purtroppo nel tempo
si fissano e si riproducono. La molla
carica di illimitata passione ed avidità
(prerogativa basilare dell'eccellente
cane da caccia) lascia il posto ad
impulsi fisico-atletici. E pian piano
si va verso il degrado. Lo scadimento
del valore dei cani è pure
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